patto di integrità e appalti

Redazionale

Gli effetti del patto di integrità negli appalti si evidenzia in una clausola specifica nel corpo del contratto da sottoscrivere la quale, è una misura adottata da molti enti locali con la finalità di prevenire la corruzione, concussione ed infiltrazione della criminalità nelle fasi di affidamento di appalti e per i servizi dati in concessione.

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Fonte:
– decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82;
– legge 6 novembre 2012, n. 190;
– decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;

– decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62;
– delibera Autorità naz. anticorruzione, 11 settembre 2013, n. 72;
– decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;

Sito di ricerca:
www.normattiva.it

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Patto di integrità e appalti
Come accennato nella premessa di cui sopra, la clausola del patto di integrità è una misura già adottata da molti enti locali e la sua finalità è quella di prevenzione contro la corruzione, concussione ed infiltrazione della criminalità nelle fasi di affidamento di appalti e per i servizi dati in concessione. Con la legge 6 novembre 2012, n. 190, pubblicata sulla G.U. 265 del 13/11/2012, sono state approvate le disposizioni per le prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. Lo scopo della legge 190/2012 è quello di contrastare e prevenire il fenomeno della corruzione e dopo la promulgazione di questa norma, la Presidenza del consiglio dei ministri con il Ministero della Funzione pubblica e semplificazione ha stabilito gli indirizzi politici e di conseguenza, il Dipartimento della Funzione pubblica ha redatto il Piano nazionale anticorruzione (P.N.A.) in conformità alle direttive. Il piano anticorruzione è finalizzato ad agevolare l’attuazione di tutti i vari strumenti previsti e con il d.P.C.m. 16 gennaio 2013 è stato istituito il comitato interministeriale con l’incarico di sovraintendere alle varie attività previsti dai dispositivi.

Il piano nazionale anticorruzione (P.N.A.) è un documento corposo suddiviso in tre sezioni:
1) prima sezione, sono esposti gli obiettivi e tutte le azioni anticorruttive da adottare nel triennio 2013-2016;
2) seconda sezione, sono illustrate le strategie di prevenzione che ciascuna amministrazione dovrà adottare per contrastare i fenomeni corruttivi, in attuazione delle norme ed indirizzi politici in materia;
3) terza sezione, contiene tutte le indicazioni utili per mettere in atto le comunicazioni dei dati e le informazioni per monitorare in modo costante gli esiti delle strategie adottate.

Con il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, è stato adottato il “regolamento recante il codice di comportamento dei dipendenti pubblici” con il quale, si prescrivono i comportamenti che devono avere tutti i dipendenti pubblici per contrastare fatti illeciti in genere.

Il piano nazionale anticorruzione (P.N.A.) predisposto dal dipartimento della funzione pubblica è stato approvato dall’Autorità nazionale anticorruzione con la delibera 72 del 11 settembre 2013. L’Autorità anticorruzione ha già evidenziato che il piano nazionale anticorruzione prescrive l’utilizzo di un protocollo finalizzato alla clausola del patto d’integrità ed in particolare, non sono contrari alle disposizioni di legge l’applicazione di penali, l’esclusione dalla gara e la risoluzione del contratto nel caso di inadempienza del patto di integrità.

Il patto d’integrità negli appalti.
Gli enti pubblici si sono adeguati alle normative di cui sopra ed ognuno di essi ha predisposto un modulo ad uso dell’operatore economico. Questo modulo, denominato “patto di integrità”, deve essere richiesto all’ente che ha pubblicato il bando di gara oppure, in alternativa, scaricato da internet. Il modulo del patto di integrità è una formalità obbligatoria ed essendo una clausola contrattuale, deve essere sottoscritto per specifica approvazione ed allegato come parte integrante all’offerta di gara. Successivamente, nel caso di aggiudicazione, il patto d’integrità sottoscritto dall’operatore economico verrà allegato al contratto di appalto ed avrà effetti obbligatori. Si possono identificare due tempi :

1) Svolgimento della gara di appalto.
il patto di integrità è una clausola che tutti gli enti pubblici inseriscono negli avvisi, bandi di gara, lettere di invito; l’operatore economico che decide di concorrere ad una gara è obbligato a sottoscrivere, per specifica approvazione, il documento “patto di integrità” e consegnarlo insieme alla propria offerta; se il concorrente si sottrae a questo obbligo verrà escluso dalla gara.
Dopo aver consegnato l’offerta, se l’operatore economico non adempie agli obblighi assunti con la sottoscrizione del patto di integrità, tentando di corrompere il funzionario pubblico allo scopo di poter vincere la gara di appalto ad esempio, l’ente aggiudicatore potrà procedere con l’esclusione dalla gara ed escussione della cauzione provvisoria. L’esclusione dalle gare è prevista dalla legge 190 del 6 novembre 2012, articolo 1, comma 17 che recita:

“Le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara.”

2) Aggiudicazione del contratto di appalto.
se al concorrente verrà assegnato il contratto di appalto, nel caso di contravvenzione al patto d’integrità l’ente appaltante potrà procedere con la risoluzione del contratto, escussione della cauzione definitiva, esclusione dalle gare future per un periodo di cinque anni, salvo chiedere un risarcimento se il danno cagionato dovesse superare la cauzione.

Regola di condotta, applicazione e sottoscrizione.
Il patto di integrità è stato concepito come una regola di condotta valida per tutti i soggetti intervenuti nella procedura di appalto. Questa regola di condotta stabilisce che ogni attività deve essere fondata sui principi di legalità ed impegno a non offrire, accettare o richiedere somme di denaro o qualsiasi altra ricompensa, vantaggio o beneficio ma non solo, a denunciare fatti e circostanze conosciute direttamente alla Magistratura oppure, in alternativa, alla Polizia giudiziaria. Queste regole si applicano anche nel caso di iscrizione negli albi dei fornitori infatti, molti enti pubblici chiedono che venga sottoscritto un’apposito modulo per l’accettazione del patto di integrità da consegnare all’ente insieme alla domanda di iscrizione. In questi casi, se l’operatore economico iscritto nell’albo contravviene alle norme anticorruzione verrà cancellato dall’Albo e non potrà ripresentare nuova domanda per un periodo fino a cinque anni. Con le norme del patto di integrità stabilite dal piano nazionale anticorruzione, l’Amministrazione aggiudicatrice si obbliga a rispettare i principi di lealtà, trasparenza e correttezza e ad attivare i procedimenti disciplinari nei confronti del personale che a vario titolo sia intervenuto nel procedimento di affidamento e nell’esecuzione del contratto. Il patto d’integrità appalti deve essere sottoscritto dal titolare se ditta individuale oppure, dal legale rappresentante della società, per i consorzi o raggruppamenti temporanei l’obbligo riguarda tutti i consorziati o partecipanti al raggruppamento o consorzio.

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