subappalto articolo 1656 codice civile

Redazionale

Le norme che regolano i rapporti contrattuali fra privati in merito al subappalto sono scritte nel codice civile, libro IV “delle obbligazioni”, titolo III “dei singoli contratti”, capo VII “dell’appalto”, articolo 1656.

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Fonte:
– codice civile.

Sito di ricerca:
www.normattiva.it

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Il contratto di appalto nei rapporti fra soggetti privati è regolamentato dall’art. 1655 e seguenti del codice civile.

art. 1655 – nozione.
“L’appalto è il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro.”

Se il committente è un privato, il contratto di subappalto è disciplinato dal codice civile, libro quarto “delle obbligazioni”, capo VII dell’appalto, dall’art. 1656 :

art. 1656 – subappalto.
“L’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio, se non è stato autorizzato dal committente.”

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Dunque, secondo l’art. 1655 nel contratto di appalto si  distinguono due soggetti:

a) colui che esegue il lavoro (l’appaltatore)
b) colui che ordina il lavoro (il committente).

Alla base di questo rapporto vi è reciproca fiducia ed in particolare, la decisione del committente di affidare  i lavori all’appaltatore  matura solo dopo aver valutato la capacità di eseguire l’opera a regola d’arte, con assunzione del rischio ed oneri sulla sicurezza del lavoro; anche l’appaltatore fa le sue valutazioni sul committente per stabilire il rischio di insolvenza. E’ in questo rapporto di fiducia fra le parti che si comprende la restrizione per l’esecuzione del subappalto dell’art. 1656 di cui sopra. Questo è un principio generale che si applica anche per i contratti pubblici per il motivo che l’appaltatore si obbliga ad eseguire l’opera direttamente salvo che il subappalto non sia “…stato autorizzato dal committente.”
L’autorizzazione deve essere esplicita ed inserita nel contratto come parte integrante di esso ma in ogni caso, l’appaltatore non si libera dai suoi obblighi con il subappalto.

Un contratto derivato.
Per la sua tipologia, il subappalto è comunemente definito come un contratto accessorio o derivato dal contratto principale di appalto. Il contratto principale di appalto è il risultato di una trattativa fra due soggetti, il committente e l’appaltatore e fra di essi esiste un accordo che si basa sulla conoscenza di referenze e reciproca fiducia. Il subappalto si inserisce fra questi due soggetti per l’esecuzione parziale o totale del contratto ma per iniziativa dell’appaltatore. Infatti, è l’appaltatore che in primo luogo seleziona e stabilisce un’accordo con il subappaltatore per l’esecuzione parziale del contratto. Se esiste, il subappalto non deve aggravare i costi a carico del committente il quale, ha potere di veto nel senso che per il subappalto è necessario il consenso del committente (cod. civile, art. 1656). Di conseguenza, il subappalto vive di luce riflessa ossia, segue le sorti del contratto principale e nel caso di una contestazione da parte del committente è l’appaltatore che ne risponde:

codice civile
art. 1667 – difformità e vizi dell’opera
“L’appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell’opera.”

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La giurisprudenza è orientata nel dire che il contratto di appalto fra privati, regolamentati dal codice civile, può essere concluso in forma libera, non essendoci altri vincoli oltre a quelli indicati dal codice civile ma non è il caso del subappalto che deve essere in forma scritta con esplicita approvazione del committente. I limiti posti per il subappalto sono una caratteristica propria del contratto di appalto e se ritorniamo a leggere l’articolo 1655 del codice civile di cui sopra, si può affermare che l’unico soggetto incaricato ad eseguire l’opera o servizi è l’appaltatore e solo lui. Per questo motivo l’eventuale subappalto deve essere autorizzato dal committente il quale, ha il diritto di inserire il divieto per il subappalto fra le clausole contrattuali.

Per agevolare la tua ricerca, qui sotto ho riportato il testo del codice civile dall’articolo 1655 all’articolo 1677. 

REGIO DECRETO 16 marzo 1942, n. 262
Approvazione del testo del Codice civile.
Vigente al: 2-7-2016

CAPO VII
Dell’appalto

Art. 1655. (Nozione).
L’appalto  e’  il  contratto  col quale  una  parte  assume,   con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio  rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo  in danaro.

Art. 1656. (Subappalto).
L’appaltatore non puo’ dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio, se non e’ stato autorizzato dal committente.

Art. 1657. (Determinazione del corrispettivo).
Se le parti non hanno determinato la misura del  corrispettivo  ne’ hanno stabilito il  modo  di  determinarla,  essa  e’  calcolata  con riferimento alle tariffe  esistenti  o  agli  usi;  in  mancanza,  e’ determinata dal giudice.

Art. 1658. (Fornitura della materia).
La materia  necessaria  a  compiere  l’opera  deve  essere  fornita dall’appaltatore, se non e’ diversamente stabilito dalla  convenzione o dagli usi.

Art. 1659. (Variazioni concordate del progetto).
L’appaltatore  non  puo’  apportare   variazioni   alle   modalita’ convenute dell’opera se il committente non le ha autorizzate.
L’autorizzazione si deve provare per iscritto.
Anche   quando   le   modificazioni   sono    state    autorizzate, l’appaltatore, se il prezzo dell’intera opera  e’  stato  determinato globalmente, non ha diritto a compenso per le variazioni  o  per  le aggiunte, salvo diversa pattuizione.

Art. 1660. (Variazioni necessarie del progetto).
Se per  l’esecuzione  dell’opera  a  regola  d’arte  e’  necessario apportare variazioni al progetto e le parti non si accordano,  spetta al  giudice  di  determinare  le  variazioni  da  introdurre   e   le correlative variazioni del prezzo.
Se  l’importo  delle  variazioni  supera  il   sesto   del   prezzo complessivo convenuto, l’appaltatore puo’ recedere  dal  contratto  e puo’ ottenere, secondo le circostanze, un’equa indennita’.
Se le variazioni sono di  notevole  entita’,  il  committente  puo’ recedere  dal  contratto  ed  e’  tenuto  a  corrispondere  un   equo indennizzo.

Art. 1661. (Variazioni ordinate dal committente).
Il committente puo’ apportare variazioni al  progetto,  purche’  il loro ammontare non superi il sesto del prezzo complessivo  convenuto.
L’appaltatore ha diritto al compenso per i maggiori lavori  eseguiti, anche se il prezzo dell’opera era stato determinato globalmente.
La disposizione del comma  precedente  non  si  applica  quando  le variazioni, pur essendo  contenute  nei  limiti  suddetti,  importano notevoli modificazioni della natura dell’opera  o  dei  quantitativi nelle  singole  categorie  di  lavori  previste  nel  contratto  per l’esecuzione dell’opera medesima.

Art. 1662. (Verifica nel corso di esecuzione dell’opera).
Il committente ha diritto di controllare lo svolgimento dei  lavori e di verificarne a proprie spese lo stato.
Quando, nel corso dell’opera, si accerta che la sua esecuzione  non procede secondo le condizioni stabilite  dal  contratto  e  a  regola d’arte, il committente puo’ fissare un congruo termine entro il quale l’appaltatore  si  deve  conformare  a tali condizioni; trascorso inutilmente il termine stabilito, il contratto e’ risoluto, salvo  il diritto del committente al risarcimento del danno.

Art. 1663. (Denuncia dei difetti della materia).
L’appaltatore e’ tenuto a dare pronto  avviso  al  committente  dei difetti della materia da questo fornita, se  si  scoprono  nel  corso dell’opera e possono comprometterne la regolare esecuzione.

Art. 1664. (Onerosita’ o difficolta’ dell’esecuzione).
Qualora  per  effetto  di  circostanze   imprevedibili   si   siano verificati aumenti o diminuzioni nel costo dei materiali o della mano d’opera, tali da determinare un aumento o una  diminuzione  superiori al decimo  del  prezzo  complessivo  convenuto,  l’appaltatore  o  il committente possono chiedere una revisione del  prezzo  medesimo.  La revisione puo’ esser accordata solo per quella differenza che  eccede il decimo.
Se nel corso dell’opera si manifestano  difficolta’  di  esecuzione derivanti da cause geologiche, idriche e simili, non  previste  dalle parti,  che  rendano  notevolmente  piu’  onerosa   la   prestazione dell’appaltatore, questi ha diritto a un equo compenso.

Art. 1665. (Verifica e pagamento dell’opera).
Il committente, prima  di  ricevere  la  consegna,  ha  diritto  di verificare l’opera compiuta.
La verifica deve essere fatta dal committente appena  l’appaltatore lo mette in condizione di poterla eseguire.
Se, nonostante l’invito fattogli dall’appaltatore,  il  committente tralascia di procedere alla verifica senza giusti motivi, ovvero  non ne comunica il risultato entro un breve termine, l’opera si considera accettata.
Se il committente riceve  senza  riserve  la  consegna  dell’opera, questa si considera accettata ancorche’ non  si  sia  proceduto  alla verifica.
Salvo diversa pattuizione o uso contrario, l’appaltatore ha diritto al pagamento  del corrispettivo  quando  l’opera  e’  accettata  dal committente.

Art. 1666. (Verifica e pagamento di singole partite).
Se si tratta  di  opera  da  eseguire  per  partite,  ciascuno  dei contraenti puo’ chiedere che  la  verifica  avvenga  per  le  singole partite. In tal caso l’appaltatore puo’  domandare il  pagamento  in proporzione dell’opera eseguita.
Il pagamento fa  presumere  l’accettazione  della  parte  di  opera pagata; non produce questo effetto il versamento di semplici acconti.

Art. 1667. (Difformita’ e vizi dell’opera).
L’appaltatore e’ tenuto alla garanzia per le difformita’ e  i  vizi dell’opera. La garanzia non e’ dovuta se il committente ha  accettato l’opera e le difformita’ o i vizi erano da  lui conosciuti  o  erano riconoscibili, purche’, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall’appaltatore.
Il   committente   deve,   a   pena   di   decadenza,    denunziare all’appaltatore le difformita’ o i vizi entro sessanta  giorni  dalla scoperta.  La  denunzia  non  e’  necessaria  se  l’appaltatore   ha riconosciuto le difformita’ o i vizi o se li ha occultati.
L’azione contro l’appaltatore si prescrive in due anni  dal  giorno della consegna dell’opera. Il committente convenuto per il  pagamento puo’ sempre far valere la garanzia, purche’ le difformita’ o  i  vizi siano stati denunziati entro sessanta giorni dalla scoperta  e  prima che siano decorsi i due anni dalla consegna.

Art. 1668. (Contenuto della garanzia per difetti dell’opera).
Il committente puo’ chiedere che le  difformita’  o  i  vizi  siano eliminati  a  spese dell’appaltatore,  oppure  che  il  prezzo   sia proporzionalmente diminuito, salvo il risarcimento del danno nel caso di colpa dell’appaltatore.
Se pero’ le difformita’ o i vizi dell’opera sono tali  da  renderla del  tutto  inadatta  alla  sua  destinazione,  il  committente  puo’ chiedere la risoluzione del contratto.

Art. 1669. (Rovina e difetti di cose immobili).
Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate  per loro natura  a  lunga durata,  se,  nel  corso  di  dieci  anni  dal compimento,  l’opera,  per  vizio  del  suolo  o per  difetto  della costruzione, rovina in tutto o in  parte,  ovvero  presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore e’ responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purche’ sia  fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.
Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia.

Art. 1670. (Responsabilita’ dei subappaltatori).
L’appaltatore,  per   agire   in   regresso   nei   confronti   dei subappaltatori, deve, sotto pena di decadenza, comunicare ad essi  la denunzia entro sessanta giorni dal ricevimento.

Art. 1671. (Recesso unilaterale dal contratto).
Il committente puo’ recedere  dal  contratto,  anche  se  e’  stata iniziata l’esecuzione dell’opera  o  la  prestazione  del  servizio, purche’ tenga indenne l’appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno.

Art. 1672. (Impossibilita’ di esecuzione dell’opera).
Se il contratto si  scioglie  perche’  l’esecuzione  dell’opera  e’ divenuta impossibile in conseguenza di una causa  non  imputabile  ad alcuna delle parti, il committente deve pagare  la  parte  dell’opera gia’ compiuta, nei limiti in cui e’ per lui utile, in proporzione del prezzo pattuito per l’opera intera.

Art. 1673. (Perimento o deterioramento della cosa).
Se, per causa non imputabile ad alcuna delle parti, l’opera perisce o e’ deteriorata prima che sia accettata dal committente o prima  che il  committente  sia  in  mora  a  verificarla, il  perimento  o  il deterioramento e’ a carico  dell’appaltatore,  qualora  questi  abbia fornito la materia.
Se la materia e’ stata fornita in tutto o in parte dal committente, il perimento o il deterioramento  dell’opera  e’  a  suo  carico  per quanto riguarda la materia da lui fornita, e per il resto e’ a carico dell’appaltatore.

Art. 1674. (Morte dell’appaltatore).
Il  contratto  di  appalto   non   si   scioglie   per   la   morte dell’appaltatore, salvo che la considerazione della sua  persona  sia stata motivo determinante del contratto. Il committente  puo’  sempre recedere dal contratto,  se  gli  eredi  dell’appaltatore  non danno affidamento per la buona esecuzione dell’opera o del servizio.

Art. 1675. (Diritti e obblighi degli eredi dell’appaltatore).
Nel caso di scioglimento del contratto per morte  dell’appaltatore, il committente e’ tenuto a pagare agli eredi il  valore  delle  opere eseguite, in ragione del prezzo pattuito, e  a rimborsare  le  spese sostenute per l’esecuzione del rimanente, ma solo nei limiti  in  cui le opere eseguite e le spese sostenute gli sono utili.
Il committente ha diritto  di  domandare  la  consegna,  verso  una congrua indennita’, dei materiali preparati e dei  piani  in  via  di esecuzione, salve le norme che proteggono le opere dell’ingegno.

Art. 1676. (Diritti degli ausiliari dell’appaltatore verso il committente).
Coloro che, alle dipendenze dell’appaltatore, hanno  dato  la  loro attivita’ per eseguire l’opera o per  prestare  il  servizio  possono proporre azione diretta contro il committente per  conseguire  quanto e’ loro dovuto, fino alla concorrenza del debito che  il committente ha verso l’appaltatore nel tempo in cui essi propongono la domanda.

Art. 1677. (Prestazione continuativa o periodica di servizi).
Se l’appalto ha per oggetto prestazioni continuative  o  periodiche di servizi, si osservano, in quanto compatibili, le norme  di  questo capo e quelle relative al contratto di somministrazione.

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Nota della redazione:
tutti i testi dei provvedimenti pubblicati non sono ufficiali. Per gli atti normativi, l’unico testo facente fede è quello pubblicato a mezzo stampa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

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