Principi per le aggiudicazioni di appalti

Deliberazione A.N.AC. 10/4/2019 n. 335
Sui servizi di refezione scolastica.

 

Redazionale

L’argomento di questa pagina riguarda un caso giunto all’Autorità Nazionale Anti Corruzione, per un parere di precontenzioso, terminato con la delibera n. 335 del 10 aprile 2019. Il tema della citata delibera riguarda l’esclusione da una gara di appalto per il servizio di refezione scolastica, dove i requisiti sono stati ritenuti sproporzionati rispetto all’oggetto della gara, e tali da restringere indebitamente la concorrenza. Le norme cui fare riferimento sono gli articoli 30, 71 e 211 del D.lgs. 50 del 18 aprile 2016, codice dei contratti pubblici.

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Fonte:
– decreto legislativo 18/4/2016, n. 50;
– decreto legislativo 19/4/2017, n. 56.

Sito di ricerca:
– www.normattiva.it 
www.anticorruzione.it
www.gazzettaufficiale.it

 

Argomenti correlati:
appalti per servizi di ristorazione;
bandi di gara;
gli affidamenti diretti;
preinformazione;
servizi di mensa e buoni pasto.

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Breve richiamo alla procedura di precontenzioso.
Il parere di precontenzioso è previsto dall’art. 211 del D.lgs. 50/2016 e se già conosci la procedura, salta questo paragrafo. Nelle gare di appalto gravate da una divergenza fra la stazione appaltante e il concorrente, è data la possibilità di chiedere un parere all’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC), come prevede l’art. 211, comma 1, del codice D.lgs. 50/2016:

Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016
Codice dei contratti pubblici.

Vigente al: 20 maggio 2019

Art. 211
Pareri di precontenzioso dell’ANAC.

“1. Su iniziativa della stazione appaltante o di una o più delle altre parti, l’ANAC esprime parere relativamente a questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara, entro  trenta  giorni dalla ricezione della richiesta. Il parere obbliga le parti che vi abbiano preventivamente acconsentito ad attenersi a quanto in esso stabilito. Il parere vincolante è impugnabile innanzi ai competenti organi della giustizia amministrativa ai sensi dell’articolo 120 del codice del processo amministrativo. In caso di rigetto del ricorso contro il parere vincolante, il giudice valuta il comportamento della parte ricorrente ai sensi e per gli effetti dell’articolo 26 del codice del processo amministrativo.”

Principi del codice per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti.
I principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti sono collegabili sia all’art. 30, comma 1, per quanto riguarda il rispetto per la libera concorrenza e proporzionalità sia l’art. 71, comma 1, che richiama l’adozione dei bandi-tipo indicati dall’ANAC:

Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016
Codice dei contratti pubblici.

Vigente al: 20 maggio 2019

Art. 30
Principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni.

“1. L’affidamento e l’esecuzione di  appalti  di  opere,  lavori, servizi, forniture  e concessioni, ai sensi del presente codice garantisce la qualità delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei principi di economicità, efficacia,  tempestività e correttezza. Nell’affidamento degli appalti e delle concessioni, le stazioni appaltanti rispettano, altresì, i principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità con le  modalità  indicate nel  presente codice. Il principio di economicità può essere subordinato, nei limiti in cui è espressamente  consentito  dalle  norme  vigenti  e  dal  presente codice, ai criteri, previsti nel bando, ispirati a esigenze  sociali, nonché alla  tutela  della salute, dell’ambiente, del  patrimonio culturale e alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche dal punto di vista energetico.”

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Art. 71
Bandi di gara.

“1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 59, comma 5,  secondo periodo, e 63, tutte le  procedure  di  scelta  del  contraente  sono indette mediante bandi di gara. Al fine di agevolare l’attività delle stazioni appaltanti omogeneizzandone le condotte, successivamente alla adozione da parte dell’ANAC  di bandi tipo, i bandi di gara sono redatti in conformità  agli  stessi. Essi contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, Parte I, lettera C, e sono pubblicati conformemente all’articolo 72. Contengono altresì i criteri ambientali minimi di cui all’articolo 34. Le stazioni appaltanti nella delibera a contrarre motivano espressamente in ordine alle deroghe al bando-tipo.”

I motivi di esclusione contestati dal concorrente.
Il bando di gara riguardava un appalto per il servizio di refezione scolastica, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per un importo base d’asta di 370.400 euro, in un periodo che comprendeva tre anni scolastici. Il concorrente XXXYYY fu escluso dalla gara perché, secondo la stazione appaltante, non aveva prodotto la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001/2000. Contro il provvedimento di esclusione, XXXYYY fece presente che i certificati di qualità in suo possesso prevedevano un disciplinare per la preparazione e cottura di 1500 pasti/giorno. Vale a dire, che le certificazioni di qualità in suo possesso e prodotti in sede di gara erano:

– UNI EN ISO 9001/2008;
– UNI EN ISO 22000/2005;
– ISO 22005/2007;
– UNI 10854/1999;

quindi, potevano garantire analogo standard UNI EN ISO 9001/2000. A nulla valsero le argomentazioni e la società XXXYYY fu esclusa dalla gara di appalto. A questo punto, XXXYYY presentò istanza di parere all’ANAC.

Deliberazione A.N.AC. 10 aprile 2019 n. 335.
L’istanza di un parere fu presentata dal concorrente XXXYYY il 2 gennaio 2018, entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento di esclusione, quindi, la domanda fu ritenuta “ammissibile” dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione. Dopo la consueta procedura, ANAC ha così deliberato:

Il Consiglio

ritiene, nei  limiti di cui in motivazione che:

ai fini del servizio di “refezione scolastica e pasti caldi al domicilio di anziani e indigenti”, il requisito di certificazione richiesto dal  bando, nel settore della ristorazione, per il campo d’applicazione “piattaforme  acquisti e distribuzione di beni alimentari” appare non idoneo, non pertinente e sproporzionato all’oggetto della gara, e tale quindi da restringere indebitamente la concorrenza.

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Il testo integrale della deliberazione A.N.AC. 10/4/2019 n. 335 è disponibile sul sito internet dell’Autorità, a gratis per tutti, al seguente link:

www.anticorruzione.it
deliberazione A.N.AC. 10 aprile 2019 n. 335

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In tema di servizi di ristorazione in generale, ti segnaliamo:

Appalti per servizi di ristorazione
Se l’attività della tua impresa è nella ristorazione e desideri offrire i servizi di mensa agli enti pubblici, questa pagina è dedicata ai “servizi di ristorazione” nel settore dei contratti pubblici. I servizi di ristorazione oggetto di contratti pubblici sono disciplinati dall’articolo 144 del decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016 il codice dei contratti pubblici. Nel dettaglio, il testo del predetto art. 144 è stato modificato dal decreto legislativo n. 56 del 19 aprile 2017, limitatamente al comma 6 lettera a) che riguarda il caso di affidamenti dei servizi sostitutivi di mensa con buoni pasto   (…. continua).

Servizi di mensa e buoni pasto
Il sistema dei buoni pasto si è imposto in questi ultimi decenni per il motivo che le aziende di piccole e medie dimensioni si sono ristrutturate preferendo un metodo alternativo alla gestione interna di un servizio mensa, così da evitare i problemi anche di natura burocratica come ad esempio le norme igieniche e sanitarie dei locali e personale addetto. Sul tema dei “buoni pasto” le norme cui fare riferimento sono l’art. 144 del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016, il codice dei contratti pubblici, e il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 122 del 7 giugno 2017. (…. continua).

 

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nota della redazione:
tutti i testi dei provvedimenti pubblicati non sono ufficiali. Per gli atti normativi, l’unico testo facente fede è quello pubblicato a mezzo stampa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Per tutti gli altri provvedimenti, fanno fede i testi pubblicati sui siti istituzionali dei vari enti e agenzie governative.

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