patto di integrità regionale

Redazionale

Il patto di integrità  è una clausola presente negli avvisi, bandi di gara e lettere di invito in merito ai contratti pubblici. La clausola del patto di integrità è una misura già adottata da molti enti locali e la sua finalità è quella di prevenzione e lotta contro la corruzione, concussione ed infiltrazione della criminalità nelle fasi di affidamento di appalti e per i servizi dati in concessione.

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Fonte:
– legge 190 del 6 novembre 2012;
– D.P.R. 16.04.2013, n. 62
– delibera di giunta regione Lombardia 1299 del 30/1/2014.

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Patto  di  integrità

Patto  di  integrità  e  appalti


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Di fatto, ogni ente locale applica la clausola del patto di integrità con un proprio modello che il concorrente deve sottoscrivere per specifica approvazione, pena l’esclusione dalla gara. Fra le regioni, la Lombardia è stata una delle prime a legiferare l’utilizzo di questa clausola, con la delibera della giunta regionale 1299 del 30 gennaio 2014, pubblicata sul bollettino ufficiale della regione Lombardia (B.U.R.L.) n. 6 del 3 febbraio 2014.

Attività parlamentari in merito al patto d’integrità.
il Parlamento ha voluto affrontare il problema della corruzione con la legge 190 del 6 novembre 2012 dal titolo “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, e sul tema del patto di integrità  è stato previsto l’articolo 1, comma 17, chi Vi riportiamo qui sotto

legge 6 novembre 2012, 190
articolo 1

comma 17
“Le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara.”

Patto d’integrità regionale.
E’ il titolo di questa pagina, perchè ci sembra importante che le regioni si occupino del problema della corruzione e concussione. Qui di seguito Vi trascriviamo il testo della delibera della giunta regionale n. 1299 del 30 gennaio 2014 della Lombardia, pubblicata sul bollettino ufficiale regione Lombardia, serie ordinaria n. 6 del 3 febbraio 2014.

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D.g.r. 30 gennaio 2014 – n. X/1299 della Lombardia
Patto di integrità in materia di contratti pubblici regionali

Premesso che:
omissis.

DELIBERA

  1. di approvare il Patto di integrità in materia di contratti pubblici regionali di seguito allegato, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, in sostituzione del Codice etico adottato con la d.g.r. 1644 del 4 maggio 2011;
  2. di disporre che la presente deliberazione venga pubblicata sul BURL e che entri in vigore il 15° giorno successivo alla pubblicazione;
  3. di disporre che il Patto di integrità in materia di contratti pubblici regionali si applichi alle procedure di affidamento le cui determinazioni a contrarre ex art. 11 comma 2 d.lgs. 163/2006, siano assunte dalla Amministrazioni aggiudicatrici a decorrere dall’entrata in vigore della presente deliberazione.
  4. Di disporre che l’accettazione del Patto di integrità da parte degli operatori economici già iscritti negli Albi Fornitori delle Amministrazioni aggiudicatrici avvenga in occasione del primo aggiornamento degli elenchi o, se anteriore, in occasione della partecipazione degli operatori ad una prcedura di affidamento.

allegato
Patto  di  integrità in materia di contratti pubblici regionali
articolo 1 – ambito di applicazione
“1. Il patto di integrità degli appalti regionali regola i comportamenti degli operatori economici e dei dipendenti della Regione Lombardia e dei soggetti del Sistema Regionale di cui all’All. 1 l.r. n. 30/2006, nell’ambito delle procedure di affidamento e gestione degli appalti di lavori, servizi e forniture di cui al d.lgs. n. 163/2006.

Esso stabilisce le reciproca e formale obbligazione tra le Amministrazioni aggiudicatrici e gli operatori economici individuati al comma 1, di improntare i propri comportamenti ai principi di legalità e correttezza, nonché l’espresso impegno anticorruzione di non offrire, accettare o richiedere somme di denaro o qualsiasi altra ricompensa, vantaggio o beneficio.

Il Patto di integrità costituisce parte integrante dei contratti stipulati da Regione Lombardia e dai soggetti del Sistema Regionale di cui all’All. A1 l.r. n. 30/2006. L’espresa accettazione dello stesso costituisce condizione di ammissione alle procedure di gara ed alle procedure negoziate di importo non inferiore ad euro 40.000, nonché per l’iscrizione all’Albo/Elenco Fornitori. Tale condizione deve essere esplicitamente prevista nei bandi di gara e nelle lettere d’invito.

Una copia del Patto di integrità, sottoscritta per accettazione dal legale rappresentante dell’operatore economico concorrente, deve essere consegnata unitamente alla documentazione amministrativa richiesta ai fini sia della procedura di affidamento, sia dell’iscrizione all’Albo/Elenco. Per i consorzi o raggruppamenti temporanei l’obbligo riguarda tutti i consorziati o partecipanti al raggruppamento o consorzio.”

Nostre osservazioni sull’art. 1 dell’allegato.
L’ambito di applicazione del patto di integrità è in tutti i contratti di appalto per lavori, servizi, forniture e domande per l’iscrizione in Albi/elenchi fornitori. Il patto di integrità impegna le parti, pubblico e privato, ad un comportamento onesto e si tratta di una clausola contrattuale la cui sottoscrizione è obbligatoria, pena la non iscrizione in Albi/elenchi fornitori oppure, l’esclusione da una gara ma per importi non inferiori a 40.000 euro. Questa clausola, sottoscritta per specifica approvazione, deve essere consegnata alla pubblica amministrazione insieme a tutta la documentazione richiesta dal bando di gara o dai regolamenti di Albi/elenchi fornitori. I soggetti indicati nella delibera che devono sottoscrivere il patto di integrità non si discostano dalle norme nazionali. Dunque, il patto di integrità deve essere sottoscritto da :
– dal professionista in quanto soggetto interessato;
– per le ditte individuali, dal titolare;
– per le società, dal legale rappresentante;
– per i consorzi, da tutti i consorziati;
– per le associazioni temporanee di impresa, da tutti i partecipanti.

Obblighi degli operatori con il patto di integrità.
Proseguiamo con l’analisi del patto di integrità deliberato dalla regione Lombardia. Con l’articolo 2 dell’allegato si affronta il problema dell’operatore economico corrotto con una serie di obblighi ed impegni che nel loro insieme sono una regola di comportamento.

allegato
Patto  di  integrità in materia di contratti pubblici regionali
articolo 2 – obblighi degli oeratori economici nei confronti della Stazione appaltante

“1. In sede di affidamento di contratti di lavori, servizi e forniture, ovvero in sede di iscrizione ad Albi/elenchi fornitori, l’operatore economico:
1.1 si obbliga a non ricorrere ad alcuna mediazione o altra opera di terzi finalizzata all’aggiudicazione e/o gestione del contratto;
1.2 dichiara di non avere influenzato il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte dell’Amministrazione aggiudicatrice e di non aver corrisposto né promesso di corrispondere ad alcuno – e s’impegna a non corrispondere né promettere di corrispondere ad alcuno – direttamente o tramite terzi, ivi compresi i soggetti collegati o controllati, somme di denaro o altra utilità finalizzate a facilitare l’aggiudicazione e/o gestione del contratto;
1.3 dichiara con riferimento alla specifica procedura di affidamento o iscrizione ad Albo/elenco fornitori, di non avere in corso né di avere praticato intese e/o pratiche restrittive della concorrenza e del mercato vietate ai sensi della normativa vigente, ivi inclusi gli artt. 101 e segg. del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) e gli artt. 2 e seguenti della legge 287/1990, e che l’offerta è stata predisposta nel pieno rispetto della predetta normativa; dichiara altresì, che non si è accordato e non si accorderà con altri partecipanti alle procedure per limitare con mezzi illeciti la concorrenza;
1.4 si impegna a segnalare all’amministrazione aggiudicatrice qualsiasi illecito tentativo da parte di terzi di turbare, o distorcere le fasi di svolgimento della procedura di affidamento e/o l’esecuzione del contratto;
1.5 si impegna a segnalare all’amministrazione aggiudicatrice qualsiasi illecita richiesta o pretesa da parte dei dipendenti dell’amministrazione o di chiunque possa influenzare le decisioni relative alla procedura di affidamento o all’esecuzione del contratto;
1.6 si impegna, qualora i fatti di cui ai precedenti punti 1.4 e 1.5 costituiscano reato, a sporgere denuncia all’Autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria;
1.7 si impegna ad acquisire con le stesse modalità e gi stessi adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di subappalto, preventiva autorizzazione da parte dell’amministrazione aggiudicatrice, anche per i subaffidamenti relativi alle seguenti categorie:
trasporto di materiale a discarica;

fornitura e/o trasporto terra;
fornitura e/o trasporto calcestruzzo;
fornitura e/o trasporto di bitume;
smaltimento rifiuti;
noli a caldo e a freddo di macchinari;
forniture di ferro lavorato;
servizi di guardiano dei cantieri;

Nelle fasi successive all’aggiudicazione, gli obblighi si intendono riferiti all’aggiudicatario il quale avrà l’onere di pretenderne il rispetto anche dai propri subcontraenti. A tale fine, la clausola che prevede il rispetto degli obblighi di cui al presente patto sarà inserita nei contratti stipulati dall’appaltatore con i propri subcontraenti.”

Patto di integrità per i dipendenti pubblici.
L’articolo 2 dell’allegato si rivolge agli operatori economici ma il patto di integrità ha una valenza universale e l’articolo 3 ha lo scopo di indirizzare i funzionari pubblici ad una regola di condotta.

allegato
Patto  di  integrità in materia di contratti pubblici regionali
articolo 3 – obblighi dell’Amministrazione aggiudicatrice
“L’Amministrazione aggiudicatrice si obbliga a rispettare i principi di lealtà, trasparenza e correttezza e ad attivare i procedimenti disciplinari nei confronti del personale a vario titolo intervenuto nel procedimento di affidamento e nell’esecuzione del contratto in caso di violazione di detti principi e, in particolare, qualora riscontri la violazione dei contenuti dell’art. 14 del D.P.R. 16.04.2013, n. 62 o di prescrizioni analoghe per i soggetti non tenuti all’applicazione dello stesso.

L’amministrazione aggiudicatrice, oltre alle informazioni previste dalla normativa in materia di trasparenza, pubblica sul proprio sito internet le informazioni pervenute dall’affidatario ai sensi dell’ultimo periodo dl comma 11 dell’art. 118 del codice dei contratti pubblici nelle ipotesi e secondo le modalità stabilite dal Comitato previsto all’art. 10 della l. r. 9/2011 di concerto con i soggetti del Sistema Regionale di cui all’allegato A1 sez. 1 della l. r. 30/2006.”

Violazione del patto di integrità.
I precedenti articoli hanno stabilito le regole in merito all’applicazione del patto di integrità ed obblighi dei soggetti interessati, operatori economici e dipendenti dell’amministrazione pubblica. A questo punto non potevano mancare le conseguenze nel caso di violazione.

allegato
Patto  di  integrità in materia di contratti pubblici regionali
articolo 4 – violazione del patto di integrità
“La violazione è dichiarata in esito ad un provvedimento di verifica in cui venga garantito adeguato contraddittorio con l’operatore economico interessato.

La violazione da parte dell’operatore economico, sia in veste di concorrente che di aggiudicatario, di uno degli impegni previsti dall’articolo 2 comporta:
– l’esclusione dalla procedura di affidamento e l’incameramento della cauzione provvisoria ovvero, qualora la violazione sia riscontrata in un momento successivo all’aggiudicazione, l’applicazione di una penale dall’1% al 5% del valore del contratto;
– la revoca dell’aggiudicazione, la risoluzione di diritto del contratto eventualmente sottoscritto ai sensi e per gli effetti dell’art. 1456 del codice civile e l’incameramento della cauzione definitiva. L’Amministrazione aggiudicatrice può non avvalersi della risoluzione del contratto qualora lo ritenga pregiudizievole agli interessi pubblici, quali indicati dall’art. 121, comma 2, D.lgs. 104/2010. E’ fatto salvo in ogni caso l’eventuale diritto al risarcimento del danno;
– l’Amministrazione aggiudicatrice, per tramite degli uffici della Giunta regionale, segnala agli altri soggetti di cui all’All. A1 l. r. 30/2006 l’operatore economico che abbia violato uno degli impegni previsti dall’articolo 2. La Giunta e i soggetti del sistema regionale di cui all’All. A1 l. r. 30/2006 tengono conto della segnalazione ricevuta ai fini delle valutazioni relative all’esclusione degli operatori economici dalle procedure di affidamento previste dall’articolo 38, comma 1, lett. F D.lgs. 163/2006.

Nostre osservazioni sull’art. 4 dell’allegato.
Dall’analisi del testo e dalle interpretazioni correnti, l’escussione della cauzione non è una sanzione amministrativa bensì una penale prevista dal contratto di appalto. Per quanto riguarda il citato articolo 1456 del codice civile, è la norma che prevede la “clausola risolutiva espressa”. 

Efficacia del patto di integrità.
Dall’analisi del testo e dalle interpretazioni correnti, l’escussione della cauzione non è una sanzione amministrativa bensì una penale prevista dal contratto di appalto. Per quanto riguarda il citato articolo 1456 del codice civile, è la norma che prevede la “clausola risolutiva espressa”. 
Gli aspetti del patto di integrità sono stati regolamentati in ogni sua parte con gli articoli 1, 2, 3 e 4 e la parte conclusiva dell’allegato è l’art. 5 in tema di efficacia delle norme.

allegato
Patto  di  integrità in materia di contratti pubblici regionali
articolo 5 – Efficacia del patto di integrità
“Il presente patto di integrità degli appalti regionali dispiega i suoi effetti fino alla completa esecuzione del contratto conseguente ad ogni specifica procedura di affidamento.

Il contenuto del presente documento è integrato dagli eventuali protocolli di legalità sottoscritti dai soggetti del sistema regionale di cui all’All. A1 l. r. 30/2006.