gli appalti articolo 1655 del codice civile

Redazionale

Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2018
Le norme che disciplinano gli appalti nel settore del privato sono scritte nel codice civile, libro IV “delle obbligazioni”, titolo III “dei singoli contratti”, capo VII “dell’appalto”, dall’articolo 1655 al 1677.

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Fonte:
– codice civile, articolo 1655

Sito di ricerca:
– www.normattiva.it

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D.U.R.C.

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Definizioni e soggetti dell’appalto.
E’ banale dire che l’appalto è un contratto ma per questo semplice motivo, le norme generali del codice civile in merito ai rapporti contrattuali si applicano anche per gli appalti; nel caso specifico, ad esempio, l’articolo 1223 del codice civile sul “risarcimento del danno”, può essere invocato nel caso di una contestazione del committente per difetti dell’opera compiuta. Trattandosi di un contratto, le linee di riferimento sono da ricercare nel titolo II “dei contratti in generale” dall’articolo 1321 e seguenti del codice civile. A parte questi dettagli, la definizione di “appalto” è data dall’articolo 1655 del codice civile:

Art. 1655.    (Nozione).
L’appalto è  il  contratto  col  quale  una  parte  assume,   con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio  rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo  in danaro.

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Leggendo il testo dell’art. 1655 risaltano alcune frasi:
 – “organizzazione dei mezzi”,
 – “gestione a proprio rischio”,
 – “compimento dell’opera”.

Queste tre frasi descrivono gli elementi caratteristici dell’imprenditore così come sono definiti dal codice civile art. 2082, Titolo II “del lavoro nell’impresa”, capo I “Dell’impresa in generale”, sezione I “Dell’imprenditore”:

Art. 2082. (Imprenditore).
E’  imprenditore  chi  esercita  professionalmente  una   attivita’ economica organizzata al fine della produzione  o  dello  scambio  di beni o di servizi.

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Nel contratto di appalto possiamo distinguere due soggetti:
1) committente, è colui che ordina di eseguire un lavoro;
2) appaltatore, è l’imprenditore che esegue il lavoro o servizio.

A questo punto possiamo riassumere che l’appalto è un contratto a titolo oneroso che ha per oggetto l’esecuzione di un’opera o di un servizio. I soggetti del contratto sono il committente che ordina l’esecuzione dell’opera e l’appaltatore che esegue. L’appaltatore è un imprenditore che esegue l’opera con i mezzi necessari e con gestione a proprio rischio in cambio di un corrispettivo in denaro.

 

I requisiti caratteristici dell’appalto.
Abbiamo già visto che un requisito contrattuale è l’assunzione del rischio d’impresa che l’appaltatore è disposto ad accollarsi.
Nel caso di manutenzioni ordinarie commissionate da un privato, la giurisprudenza è orientata nel dire che il contratto di appalto può essere concluso in forma libera, non essendoci altri vincoli oltre a quelli indicati dal codice civile (Cassazione civile, sentenza 9077 del 2003).
Al contrario, esistono dei settori regolamentati da leggi speciali come ad esempio il decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016 in materia di contratti pubblici che prevedono la forma scritta, oltre ad altre regole soggette a pubblicità dei bandi di gara e forme associative (Associazioni temporanee di impresa) che prevedono iter burocratici ben definiti.

Altro caso particolare è quello di un contratto di appalto che preveda la costruzione di un edificio dove il committente, proprietario del terreno, anziché pagare in denaro l’appaltatore riconosca la proprietà di alcune unità immobiliari a favore dell’appaltatore; in questo caso è obbligatoria la forma scritta in funzione dell’accatastamento e successivi passaggi di proprietà, come indicato dall’articolo 1350 “atti che devono farsi per iscritto” del codice civile.

Limiti e divieti.
Per i limiti e divieti tipici previsti per l’appalto è il subappalto. Se ritorniamo a leggere l’articolo 1655 del codice di cui sopra, si può affermare che l’unico soggetto incaricato ad eseguire l’opera o servizi è l’appaltatore e solo lui. Per questo motivo l’eventuale subappalto deve essere autorizzato dal committente il quale, ha il diritto di inserire il divieto per il subappalto fra le clausole contrattuali. Nel codice civile il subappalto è disciplinato dall’articolo 1656 che ti riporto qui sotto:

Art. 1656. (Subappalto).
“L’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio, se non e’ stato autorizzato dal committente.”

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Questo limite è da interpretare nel rapporto di fiducia che si instaura fra l’appaltatore ed il committente il quale, ha maturato la sua scelta fra un numero anche vasto di operatori economici messi a confronto fra loro non solo in funzione dei costi preventivati ma in particolar modo per i requisiti professionali e di reputazione. Quindi, sulla base di questo rapporto di fiducia l’appaltatore non può delegare a terzi l’esecuzione del contratto.

 

Le garanzie.
Nei contratti pubblici l’operatore economico è obbligato a prestare una cauzione provvisoria per la partecipazione alla gara ed una cauzione definitiva nel caso di aggiudicazione ed una polizza assicurativa per rendere indenne l’ente appaltante in corso d’opera e dopo per garanzia. Nel settore privato non esistono questi obblighi tuttavia, il committente può inserire fra le clausole contrattuali la consegna di una cauzione per la corretta esecuzione del contratto in conformità al capitolato dei lavori ed una polizza assicurativa decennale per essere indennizzati per eventuali difetti emergenti dopo la consegna dell’opera; questo può essere richiesto per interventi di un certo valore come ad esempio la costruzione di un edificio ma non è praticabile per una ristrutturazione del bagno di casa.

Obbligazioni accessorie dell’appalto.
Oltre all’esecuzione dell’opera o del servizio, l’appaltatore deve fornire anche il materiale necessario che si deve intendere compreso nel prezzo pattuito. Questa regola è scritta nell’articolo 1658 del codice civile:

Art. 1658. (Fornitura della materia).
“La materia necessaria a compiere l’opera deve essere  fornita dall’appaltatore, se non e’ diversamente stabilito dalla  convenzione o dagli usi.”

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Quanto sopra non deve essere considerato come un dogma per il motivo che nel contratto ci può essere una clausola secondo la quale, il materiale dovrà essere fornito dal committente. Un caso particolare sono le strutture decorative in marmo (colonnine, fregi, colonne con capitelli) dove il committente ordina il materiale direttamente in cava e consegna nel cantiere dove l’appaltatore ha il compito di inserire il tutto nel corpo di fabbrica oggetto dell’appalto. In particolare, ci può essere il caso che sussista un difetto nel materiale fornito dal committente ed in questo caso, l’appaltatore deve avvisare il committente di questi difetti, a norma dell’articolo 1663:

Art. 1663. (Denuncia dei difetti della materia).
“L’appaltatore e’ tenuto a dare pronto  avviso  al  committente  dei difetti della materia da questo fornita, se  si  scoprono  nel  corso dell’opera e possono comprometterne la regolare esecuzione.”


Imprevisti.
Nel corso dei lavori o servizi non si possono escludere eventi imprevedibili che di fatto, possono compromettere l’esecuzione del contratto di appalto così come previsto dal capitolato dei lavori. Ci possono essere numerosi motivi in tema di imprevisti ed il codice civile tratta la questione in modo ampio con gli articoli 1659,1660, 1661:

Art. 1659. (Variazioni concordate del progetto).
L’appaltatore non può apportare variazioni  alle  modalità convenute dell’opera se il committente non le ha autorizzate.
L’autorizzazione si deve provare per iscritto.
Anche   quando   le   modificazioni   sono    state    autorizzate, l’appaltatore, se il prezzo dell’intera opera  e’  stato  determinato globalmente, non ha diritto a compenso per le  variazioni  o  per  le aggiunte, salvo diversa pattuizione.

Art. 1660. (Variazioni necessarie del progetto).
Se per  l’esecuzione  dell’opera  a  regola  d’arte  è  necessario apportare variazioni al progetto e le parti non si accordano,  spetta al  giudice  di determinare  le  variazioni  da  introdurre  e  le correlative variazioni del prezzo.
Se  l’importo  delle  variazioni  supera  il   sesto  del  prezzo complessivo convenuto, l’appaltatore può recedere  dal  contratto  e può ottenere, secondo le circostanze, un’equa indennità.
Se le variazioni sono di  notevole  entità,  il  committente  può recedere  dal  contratto  ed  e’  tenuto  a  corrispondere  un   equo indennizzo.

Art. 1661. (Variazioni ordinate dal committente).
Il committente può apportare variazioni al  progetto,  purché  il loro ammontare non superi il sesto del prezzo complessivo  convenuto.
L’appaltatore ha diritto al compenso per i maggiori lavori  eseguiti, anche se il prezzo dell’opera era stato determinato globalmente.
La disposizione del comma  precedente  non  si  applica  quando  le variazioni, pur essendo  contenute  nei  limiti  suddetti,  importano notevoli modificazioni della natura  dell’opera  o  dei  quantitativi nelle  singole  categorie  di  lavori  previste  nel  contratto per l’esecuzione dell’opera medesima.

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E’ salvo il diritto del committente fare delle verifiche in corso d’opera per constatare che il tutto sia eseguito a regola d’arte ed in conformità del capitolato. E’ nel corso di queste verifiche che sorgono le contestazioni ed in altri casi, si evidenziano imprevisti che devono essere risolti con delle modifiche al progetto e capitolato originario.

Il diritto del committente nel fare le verifiche è scritto nell’articolo 1662 del codice:

Art. 1662. (Verifica nel corso di esecuzione dell’opera).
Il committente ha diritto di controllare lo svolgimento dei  lavori e di verificarne a proprie spese lo stato.
Quando, nel corso dell’opera, si accerta che la sua esecuzione  non procede secondo le condizioni stabilite  dal  contratto  e  a  regola d’arte, il committente puo’ fissare un congruo termine entro il quale l’appaltatore  si  deve  conformare  a  tali  condizioni;   trascorso inutilmente il termine stabilito, il contratto e’ risoluto, salvo  il diritto del committente al risarcimento del danno.

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Nei lavori edili di costruzione può capitare che emerga un evento imprevisto come ad esempio, una onerosità per aumenti repentini del materiale, scoprire l’esistenza di una falda idrica nella fase di scavo delle fondazioni; eventi non prevedibili e non inseriti nel capitolato. Tenendo presente che il preventivo di spesa si basa sul capitolato e quest’ultimo è la volontà espressa del committente per la conclusione ed esecuzione del contratto, nel caso di imprevisti è necessario che le parti trovino un equo accordo. Su questo tema interviene l’articolo 1664 del codice civile:

Art. 1664. (Onerosita’ o difficolta’ dell’esecuzione).
Qualora  per  effetto  di  circostanze   imprevedibili   si   siano verificati aumenti o diminuzioni nel costo dei materiali o della mano d’opera, tali da determinare un aumento o una  diminuzione  superiori al decimo del  prezzo  complessivo  convenuto,  l’appaltatore  o  il committente possono chiedere una revisione del  prezzo  medesimo.  La revisione puo’ esser accordata solo per quella differenza che  eccede il decimo.
Se nel corso dell’opera si manifestano  difficolta’  di  esecuzione derivanti da cause geologiche, idriche e simili, non  previste  dalle parti,  che  rendano  notevolmente  piu’   onerosa   la   prestazione dell’appaltatore, questi ha diritto a un equo compenso.

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Su questi argomenti sorgono i principali motivi fonte di liti giudiziarie che intasano i Tribunali; contrasti del committente con l’appaltatore che non esegue l’opera come da contratto e viceversa, il committente che ha preteso variazioni in corso d’opera tali da stravolgere l’accordo contrattuale basato sul progetto e capitolato lavori.

In conclusione, risulta importante che alla base di un contratto di appalto vi sia un progetto dettagliato che non dia possibilità di equivoci ed in particolare, chiedere all’appaltatore idonee garanzie o documenti come il D.U.R.C. per attestare la regolarità contributiva dei lavoratori. Qui sotto ti ho riportato il testo integrale del codice civile in merito all’appalto, dall’articolo 1655 all’articolo 1677:

REGIO DECRETO 16 marzo 1942, n. 262
Approvazione del testo del Codice civile.

Vigente al: 7-8-2017

CAPO VII
Dell’appalto

 

Art. 1655. (Nozione).
L’appalto  e’  il  contratto  col quale  una  parte  assume,   con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio  rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo  in danaro.

Art. 1656. (Subappalto).
L’appaltatore non puo’ dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio, se non e’ stato autorizzato dal committente.

Art. 1657. (Determinazione del corrispettivo).
Se le parti non hanno determinato la misura del  corrispettivo  ne’ hanno stabilito il  modo  di  determinarla,  essa  e’  calcolata  con riferimento alle tariffe  esistenti  o  agli  usi;  in  mancanza,  e’ determinata dal giudice.

Art. 1658. (Fornitura della materia).
La materia  necessaria  a  compiere  l’opera  deve  essere  fornita dall’appaltatore, se non e’ diversamente stabilito dalla  convenzione o dagli usi.

Art. 1659. (Variazioni concordate del progetto).
L’appaltatore  non  puo’  apportare   variazioni   alle   modalita’ convenute dell’opera se il committente non le ha autorizzate.
L’autorizzazione si deve provare per iscritto.
Anche   quando   le   modificazioni   sono    state    autorizzate, l’appaltatore, se il prezzo dell’intera opera  e’  stato  determinato globalmente, non ha diritto a compenso per le variazioni  o  per  le aggiunte, salvo diversa pattuizione.

Art. 1660. (Variazioni necessarie del progetto).
Se per  l’esecuzione  dell’opera  a  regola  d’arte  e’  necessario apportare variazioni al progetto e le parti non si accordano,  spetta al  giudice  di  determinare  le  variazioni  da  introdurre   e   le correlative variazioni del prezzo.
Se  l’importo  delle  variazioni  supera  il   sesto   del   prezzo complessivo convenuto, l’appaltatore puo’ recedere  dal  contratto  e puo’ ottenere, secondo le circostanze, un’equa indennita’.
Se le variazioni sono di  notevole  entita’,  il  committente  puo’ recedere  dal  contratto  ed  e’  tenuto  a  corrispondere  un   equo indennizzo.

Art. 1661. (Variazioni ordinate dal committente).
Il committente puo’ apportare variazioni al  progetto,  purche’  il loro ammontare non superi il sesto del prezzo complessivo  convenuto.
L’appaltatore ha diritto al compenso per i maggiori lavori  eseguiti, anche se il prezzo dell’opera era stato determinato globalmente.
La disposizione del comma  precedente  non  si  applica  quando  le variazioni, pur essendo  contenute  nei  limiti  suddetti,  importano notevoli modificazioni della natura dell’opera  o  dei  quantitativi nelle  singole  categorie  di  lavori  previste  nel  contratto  per l’esecuzione dell’opera medesima.

Art. 1662. (Verifica nel corso di esecuzione dell’opera).
Il committente ha diritto di controllare lo svolgimento dei  lavori e di verificarne a proprie spese lo stato.
Quando, nel corso dell’opera, si accerta che la sua esecuzione  non procede secondo le condizioni stabilite  dal  contratto  e  a  regola d’arte, il committente puo’ fissare un congruo termine entro il quale l’appaltatore  si  deve  conformare  a tali condizioni; trascorso inutilmente il termine stabilito, il contratto e’ risoluto, salvo  il diritto del committente al risarcimento del danno.

Art. 1663. (Denuncia dei difetti della materia).
L’appaltatore e’ tenuto a dare pronto  avviso  al  committente  dei difetti della materia da questo fornita, se  si  scoprono  nel  corso dell’opera e possono comprometterne la regolare esecuzione.

Art. 1664. (Onerosita’ o difficolta’ dell’esecuzione).
Qualora  per  effetto  di  circostanze   imprevedibili   si   siano verificati aumenti o diminuzioni nel costo dei materiali o della mano d’opera, tali da determinare un aumento o una  diminuzione  superiori al decimo  del  prezzo  complessivo  convenuto,  l’appaltatore  o  il committente possono chiedere una revisione del  prezzo  medesimo.  La revisione puo’ esser accordata solo per quella differenza che  eccede il decimo.
Se nel corso dell’opera si manifestano  difficolta’  di  esecuzione derivanti da cause geologiche, idriche e simili, non  previste  dalle parti,  che  rendano  notevolmente  piu’  onerosa   la   prestazione dell’appaltatore, questi ha diritto a un equo compenso.

Art. 1665. (Verifica e pagamento dell’opera).
Il committente, prima  di  ricevere  la  consegna,  ha  diritto  di verificare l’opera compiuta.
La verifica deve essere fatta dal committente appena  l’appaltatore lo mette in condizione di poterla eseguire.
Se, nonostante l’invito fattogli dall’appaltatore,  il  committente tralascia di procedere alla verifica senza giusti motivi, ovvero  non ne comunica il risultato entro un breve termine, l’opera si considera accettata.
Se il committente riceve  senza  riserve  la  consegna  dell’opera, questa si considera accettata ancorche’ non  si  sia  proceduto  alla verifica.
Salvo diversa pattuizione o uso contrario, l’appaltatore ha diritto al pagamento  del corrispettivo  quando  l’opera  e’  accettata  dal committente.

Art. 1666. (Verifica e pagamento di singole partite).
Se si tratta  di  opera  da  eseguire  per  partite,  ciascuno  dei contraenti puo’ chiedere che  la  verifica  avvenga  per  le  singole partite. In tal caso l’appaltatore puo’  domandare il  pagamento  in proporzione dell’opera eseguita.
Il pagamento fa  presumere  l’accettazione  della  parte  di  opera pagata; non produce questo effetto il versamento di semplici acconti.

Art. 1667. (Difformita’ e vizi dell’opera).
L’appaltatore e’ tenuto alla garanzia per le difformita’ e  i  vizi dell’opera. La garanzia non e’ dovuta se il committente ha  accettato l’opera e le difformita’ o i vizi erano da  lui conosciuti  o  erano riconoscibili, purche’, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall’appaltatore.
Il   committente   deve,   a   pena   di   decadenza,    denunziare all’appaltatore le difformita’ o i vizi entro sessanta  giorni  dalla scoperta.  La  denunzia  non  e’  necessaria  se  l’appaltatore   ha riconosciuto le difformita’ o i vizi o se li ha occultati.
L’azione contro l’appaltatore si prescrive in due anni  dal  giorno della consegna dell’opera. Il committente convenuto per il  pagamento puo’ sempre far valere la garanzia, purche’ le difformita’ o  i  vizi siano stati denunziati entro sessanta giorni dalla scoperta  e  prima che siano decorsi i due anni dalla consegna.

Art. 1668. (Contenuto della garanzia per difetti dell’opera).
Il committente puo’ chiedere che le  difformita’  o  i  vizi  siano eliminati  a  spese dell’appaltatore,  oppure  che  il  prezzo   sia proporzionalmente diminuito, salvo il risarcimento del danno nel caso di colpa dell’appaltatore.
Se pero’ le difformita’ o i vizi dell’opera sono tali  da  renderla del  tutto  inadatta  alla  sua  destinazione,  il  committente  puo’ chiedere la risoluzione del contratto.

Art. 1669. (Rovina e difetti di cose immobili).
Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate  per loro natura  a  lunga durata,  se,  nel  corso  di  dieci  anni  dal compimento,  l’opera,  per  vizio  del  suolo  o per  difetto  della costruzione, rovina in tutto o in  parte,  ovvero  presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore e’ responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purche’ sia  fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.
Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia.

Art. 1670. (Responsabilita’ dei subappaltatori).
L’appaltatore,  per   agire   in   regresso   nei   confronti   dei subappaltatori, deve, sotto pena di decadenza, comunicare ad essi  la denunzia entro sessanta giorni dal ricevimento.

Art. 1671. (Recesso unilaterale dal contratto).
Il committente puo’ recedere  dal  contratto,  anche  se  e’  stata iniziata l’esecuzione dell’opera  o  la  prestazione  del  servizio, purche’ tenga indenne l’appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno.

Art. 1672. (Impossibilita’ di esecuzione dell’opera).
Se il contratto si  scioglie  perche’  l’esecuzione  dell’opera  e’ divenuta impossibile in conseguenza di una causa  non  imputabile  ad alcuna delle parti, il committente deve pagare  la  parte  dell’opera gia’ compiuta, nei limiti in cui e’ per lui utile, in proporzione del prezzo pattuito per l’opera intera.

Art. 1673. (Perimento o deterioramento della cosa).
Se, per causa non imputabile ad alcuna delle parti, l’opera perisce o e’ deteriorata prima che sia accettata dal committente o prima  che il  committente  sia  in  mora  a  verificarla, il  perimento  o  il deterioramento e’ a carico  dell’appaltatore,  qualora  questi  abbia fornito la materia.
Se la materia e’ stata fornita in tutto o in parte dal committente, il perimento o il deterioramento  dell’opera  e’  a  suo  carico  per quanto riguarda la materia da lui fornita, e per il resto e’ a carico dell’appaltatore.

Art. 1674. (Morte dell’appaltatore).
Il  contratto  di  appalto   non   si   scioglie   per   la   morte dell’appaltatore, salvo che la considerazione della sua  persona  sia stata motivo determinante del contratto. Il committente  puo’  sempre recedere dal contratto,  se  gli  eredi  dell’appaltatore  non danno affidamento per la buona esecuzione dell’opera o del servizio.

Art. 1675. (Diritti e obblighi degli eredi dell’appaltatore).
Nel caso di scioglimento del contratto per morte  dell’appaltatore, il committente e’ tenuto a pagare agli eredi il  valore  delle  opere eseguite, in ragione del prezzo pattuito, e  a rimborsare  le  spese sostenute per l’esecuzione del rimanente, ma solo nei limiti  in  cui le opere eseguite e le spese sostenute gli sono utili.
Il committente ha diritto  di  domandare  la  consegna,  verso  una congrua indennita’, dei materiali preparati e dei  piani  in  via  di esecuzione, salve le norme che proteggono le opere dell’ingegno.

Art. 1676. (Diritti degli ausiliari dell’appaltatore verso il committente).
Coloro che, alle dipendenze dell’appaltatore, hanno  dato  la  loro attivita’ per eseguire l’opera o per  prestare  il  servizio  possono proporre azione diretta contro il committente per  conseguire  quanto e’ loro dovuto, fino alla concorrenza del debito che  il committente ha verso l’appaltatore nel tempo in cui essi propongono la domanda.

Art. 1677. (Prestazione continuativa o periodica di servizi).
Se l’appalto ha per oggetto prestazioni continuative  o  periodiche di servizi, si osservano, in quanto compatibili, le norme  di  questo capo e quelle relative al contratto di somministrazione.

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Nota della redazione:
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