Disciplinare di gara contenuti

Redazionale

Nella prima parte, disciplinare di gara definizione, si è visto che il disciplinare di gara è un documento che contiene le norme in merito alle modalità di partecipazione e selezione dei concorrenti per l’aggiudicazione di un contratto pubblico. Le principali norme che disciplinano i contratti pubblici sono contenute nel decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016. In questa parte sono esposti i punti operativi che normalmente sono indicati nel disciplinare di gara e che sono di primaria importanza per la partecipazione del concorrente.

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Fonte:
– decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016.


Sito di ricerca:
– www.normattiva.it

– www.anticorruzione.it

www.gazzettaufficiale.it


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Disciplinare di gara
– seconda parte –

Contenuti

Indice degli argomenti

– Requisiti dei concorrenti:
a) requisiti di idoneità;
b) requisiti di capacità economica e finanziaria;
c) requisiti di capacità tecnica e professionale;
d) certificazioni di qualità;
e) R.T.I., consorzi ordinari, rete d’imprese, GEIE;
f) consorzi stabili, di cooperative e d’imprese artigiane;
g) mezzi di prova.

– Avvalimento.
– Subappalto.
– Garanzia provvisoria.
– Sopralluogo.
– Contributo ANAC.
– Presentazione dell’offerta.

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Requisiti dei concorrenti.
Nel disciplinare di gara sono indicati i requisiti che devono possedere i concorrenti e questo paragrafo, tratta un tema che in alcuni casi è fonte di controversie, fra ente appaltante e concorrente, per la tassatività imposta. Infatti, è prassi chiedere al concorrente di documentare il possesso dei requisiti, a pena di esclusione, con riferimento all’allegato XVII al Codice.

a) requisiti di idoneità.
In funzione della gara di appalto, l’ente appaltante può chiedere, ad esempio, che il concorrente sia iscritto al registro delle imprese o albo provinciale delle imprese artigiane oppure, ad un albo professionale.
Se il concorrente non è stabilito in Italia ma in altro Stato Membro o in uno dei Paesi di cui all’art. 83, comma 3, del codice, dimostra il requisito attraverso la presentazione di apposita dichiarazione giurata o secondo le modalità vigenti nello Stato nel quale è stabilito.
La questione si complica nel caso di Raggruppamento Temporaneo d’Imprese (RTI) o altre forme di associazione. In questi casi, il requisito di idoneità dovrà essere posseduto cumulativamente dal Raggruppamento, coerentemente con le rispettive quote di esecuzione, a condizione che la mandataria (società capo gruppo) possegga i requisiti indicati dall’ente appaltante, al fine di garantire le capacità tecniche per l’assolvimento dell’oggetto contrattuale.

b) requisiti di capacità economica e finanziaria.
E’ prassi che l’ente appaltante chieda:
– n. 2 referenze rilasciate da Istituti Bancari, o intermediari autorizzati a norma della Legge n. 385 del 1° settembre 1993. Le referenze sono, nella sostanza, delle dichiarazioni in merito alla solvibilità, con riferimento ai rapporti fra istituto bancario e soggetto richiedente, e fare riferimento all’oggetto della gara di appalto. La pretesa dell’ente appaltante è quella di un’attestazione in merito alle risorse disponibili, in funzione degli impegni economico-finanziari e contrattuali che deriverebbero all’aggiudicazione della gara.
Nel caso di R.T.I. o di altre forme di associazione, è solito chiedere che le referenza bancarie siano possedute cumulativamente dai raggruppandi e che ogni società facente parte del Raggruppamento debba essere in possesso di almeno una dichiarazione.

– la dimostrazione che il concorrente sia attivo nel settore oggetto di appalto e con un fatturato globale medio annuo, che in genere copre gli ultimi tre anni, non inferiore ad una determinata cifra (IVA esclusa) che può variare di volta in volta, così come indicato dall’ente appaltante.
Per le imprese che abbiano iniziato l’attività da meno di tre anni, i requisiti di fatturato saranno rapportati al periodo di attività e nel merito, il disciplinare di gara indica i parametri che bisogna rispettare.
Il requisito del fatturato è motivato dall’esigenza di ammettere alla gara solo gli operatori economici con solida capacità economica-finanziaria.

c) requisiti di capacità tecnica e professionale.
Dipende da caso a caso. In genere, è prassi chiedere di documentare l’esecuzione di lavori o servizi analoghi eseguiti nell’ultimo triennio, a favore di una pubblica amministrazione, per un importo medio annuo pari a quello di gara. Se per il concorrente è la prima volta che partecipa ad una gara di appalto, bisogna contattare il responsabile unico del procedimento e porre un quesito scritto in merito alle possibilità alternative.
Più complesso è il caso di Raggruppamento Temporaneo d’Imprese o altra forma di associazione, per il motivo che il requisito di capacità tecnica e professionale potrà essere posseduto cumulativamente dai raggruppandi, a condizione che la capogruppo dovrà possedere almeno il 50% dei requisiti richiesti.

d) certificazioni di qualità.
Se nel disciplinare di gara è richiesta una certificazione di qualità, questa deve essere rilasciata da un Organismo accreditato.
Nel caso di un Raggruppamento Temporaneo d’Imprese la certificazione di qualità dovrà essere posseduta almeno dalla mandataria.

e) R.T.I., consorzi ordinari, rete d’imprese, GEIE.
Per queste tipologie di operatori economici, la norma cui fare riferimenti è l’art. 45, comma 2, lettere d), e), f), g), del D.lgs. 50/2016.
R.T.I., consorzi ordinari, rete di imprese, GEIE, è prassi che nei disciplinari di gara venga chiesto che:
– il requisito di iscrizione nel registro delle imprese o nel registro delle commissioni provinciali per l’artigianato sia posseduto da ognuna delle imprese raggruppate o consorziate o GEIE o da ciascuna delle imprese aderenti al contratto di rete indicate come esecutrici o dalla rete medesima nel caso in cui questa abbia soggettività giuridica;
– il requisito del fatturato globale medio annuo di cui debba essere soddisfatto dal raggruppamento temporaneo, dal consorzio, GEIE o dalle imprese aderenti al contratto di rete nel complesso; in particolare, deve essere posseduto in misura almeno del 50% dall’impresa mandataria;
– nel caso di raggruppamento temporaneo verticale il requisito del fatturato specifico medio annuo deve essere dimostrato dalla mandataria, tenendo presente che nelle R.T.I. miste si applica la regola del raggruppamento verticale.

f) consorzi stabili, di cooperative e d’imprese artigiane.
Questi operatori economici sono specificati nell’art. 45, comma 2, lett. b) e c) del D.lgs. 50/2016. Nella generalità, a loro si chiede:
– il requisito dell’iscrizione alla camera di commercio deve essere posseduto dal consorzio o dalle imprese consorziate indicate come esecutrici;

– i requisiti di capacità economica, finanziaria, tecnica e professionale (art. 47 del codice) devono essere posseduti:
* nel caso di consorzio di cooperative e imprese artigiane (art. 45, comma 2 lett. b) del Codice), direttamente dal consorzio medesimo;
* nel caso di consorzio stabile (art. 45, comma 2 lett. c) del Codice) direttamente dal consorzio o dalle singole imprese consorziate esecutrici, oppure dal consorzio mediante avvalimento dei requisiti in possesso delle imprese consorziate non indicate per l’esecuzione del contratto, ai sensi dell’art. 47, comma 2, del Codice;

in merito alla certificazione di qualità, il requisito deve essere posseduto direttamente dal consorzio oppure dai singoli consorziati esecutori.

g) mezzi di prova.
Così come prevede l’art. 86, del D.Lgs. 50/2016, l’ente appaltante potrà chiedere i mezzi di prova previsti all’allegato XVII come prova dell’assenza dei motivi di esclusione e del possesso della capacità economica/finanziaria e tecnica dei concorrenti.

Avvalimento.
La questione dell’avvalimento è trattata dall’ente appaltante così come indica l’art. 89 del codice dei contratti pubblici, il D.lgs. 50/2016. Il citato art. 89 dice che l’operatore economico, singolo o associato (art. 45 del codice), può dimostrare il possesso dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e professionale (art. 83, comma 1, lett. b) e c) del codice) avvalendosi dei requisiti di altri soggetti. Lo stesso art. 89 indica le limitazioni alla facoltà dell’avvalimento che sono, fra le principali:
– non è consentito l’avvalimento per la dimostrazione dei requisiti morali o l’assenza dei motivi di esclusione (art. 80 del codice);
– non è consentito l’avvalimento per dimostrare il possesso dei requisiti di idoneità professionale o requisiti tecnico/professionali di natura strettamente soggettiva;
– l’avvalimento non è ammesso per soddisfare il requisito dell’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali.

Nel disciplinare, per gli enti appaltanti è prassi riassumere il testo dell’art. 89 (avvalimento) del D.lgs. 50/2016, in particolare:
il concorrente e l’impresa ausiliaria sono responsabili in solido nei confronti della stazione appaltante in relazione alle prestazioni oggetto del contratto (art. 89, comma 5, del codice); a pena di esclusione, non è consentito che della stessa ausiliaria si avvalga di più di un concorrente e che partecipino alla gara sia l’ausiliaria che l’impresa che si avvale dei requisiti; l’impresa ausiliaria può assumere il ruolo di subappaltatore nei limiti dei requisiti prestati; il concorrente provvede a sostituire l’ausiliario qualora per quest’ultimo sussistano motivi obbligatori di esclusione o laddove esso non soddisfi i pertinenti criteri di selezione; gli obblighi previsti dalla normativa antimafia a carico del concorrente si applicano anche nei confronti del soggetto ausiliario.

Subappalto.
Se il proposito è di usufruire del subappalto per eseguire alcune parti del contratto, bisogna fare attenzione perché esistono molte restrizioni.
Il disciplinare di gara indica i limiti che nella generalità dei casi prevedono:
– il concorrente deve indicare all’atto dell’offerta le parti del servizio che intende subappaltare o concedere in cottimo nei limiti del 30% dell’importo complessivo del contratto, in conformitaà a quanto previsto dall’art. 105 del codice; in mancanza di tali indicazioni il subappalto è vietato;
– il concorrente ha l’obbligo di indicare nell’offerta la terna di subappaltatori. È consentita l’indicazione dello stesso subappaltatore in più terne di diversi concorrenti. In questi casi, l’omessa dichiarazione della terna non costituisce motivo di esclusione ma comporta, per il concorrente, l’impossibilità di ricorrere al subappalto.

Nel merito dei requisiti, i subappaltatori devono possedere i requisiti previsti dall’art. 80 (motivi di esclusione) del codice e dichiararli in gara. Bisogna tenere presente che il mancato possesso dei requisiti generali (art. 80 del codice) di uno dei subappaltatori indicati all’atto dell’offerta, comporta l’esclusione del concorrente dalla gara.
Nel caso di subappalto qualificante, i subappaltatori devono altresì dichiarare, oltre al possesso dei requisiti di cui all’art. 80 del Codice, anche il possesso dei requisiti di cui all’art. 83, comma 1, del codice, relativi alla prestazione oggetto di subappalto.

Garanzia provvisoria.
A cosa serve la garanzia provvisoria? E’ un provvedimento contro i “furboni”. Nel senso che se il concorrente fornisce dichiarazioni non veritiere o documenti falsi, oltre all’esclusione dalla gara, è previsto l’incameramento della garanzia provvisoria, a titolo di sanzione amministrativa.
La norma cui fare riferimento è l’art. 93 (Garanzie per la partecipazione alla procedura) del D.lgs. 50/2016. Il disciplinare di gara indica le modalità della garanzia provvisoria che in linea di massima è la seguente:
– a pena di esclusione, bisogna consegnare all’ente appaltante, insieme alla propria offerta, la garanzia (in genere una polizza fideiussoria) pari all’importo indicato dallo stesso ente appaltante nel disciplinare di gara;
– la garanzia è svincolata automaticamente al momento della sottoscrizione del contratto.

La garanzia provvisoria è costituita, a scelta del concorrente:
in titoli del debito pubblico garantiti dallo Stato depositati presso una sezione di tesoreria provinciale o presso le aziende autorizzate, a titolo di pegno, a favore della stazione appaltante; in contanti, con bonifico, in assegni circolari, con versamento sul conto corrente bancario intestato all’ente appaltante, seguendo le istruzioni indicate nel disciplinare; fideiussione bancaria o assicurativa rilasciata da imprese bancarie o assicurative che rispondano ai requisiti di cui all’art. 93, comma 3 del Codice.

La forma più usata per la garanzia è la fideiussione bancaria o assicurativa, facendo attenzione che sia conforme allo schema tipo indicato dall’art. 103, comma 9, del Codice. Per evitare contestazioni in merito alla validità della fideiussione, prima di procedere alla sottoscrizione bisogna verificare che il soggetto garante abbia l’autorizzazione al rilascio di garanzie; questa verifica si effettua collegandosi al sito della banca d’Italia nel quale, esiste l’elenco dei soggetti autorizzati.

Sopralluogo.
Per gli appalti che hanno come oggetto lavori e servizi e previsto il sopralluogo.
L’ente appaltante può indicare nel disciplinare di gara che il sopralluogo è obbligatorio e la mancata effettuazione è causa di esclusione.
In funzione delle proprie esigenze, l’ente appaltante ha la facoltà di indicare giorni e orari per effettuare il sopralluogo, dunque, se intendi partecipare a una gara ti devi informare in merito ai giorni e orari e chiedere, al termine del sopralluogo, l’attestazione di avvenuta visione dei luoghi. Il sopralluogo deve essere fatto prima della consegna della propria offerta.

La procedura prevede che il concorrente debba inoltrare una richiesta per fissare giorno ed ora del sopralluogo all’ente appaltante, nei modi indicati nel disciplinare. Il sopralluogo può essere effettuato dal rappresentante legale, procuratore, direttore tecnico in possesso del documento di identità, o da un altro soggetto in possesso del documento di identità e apposita delega munita di copia del documento di identità del delegante.

Contributo ANAC.
Su questo argomento è intervenuta la stessa Autorità nazionale anticorruzione, deliberazione ANAC n. 1377 del 21 dicembre 2016.

I concorrenti devono pagare un contributo in favore dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) ed allegare la ricevuta nell’offerta. E’ prassi indicare importo e modalità nel disciplinare di gara. Bisogna fare attenzione perché la mancata dimostrazione dell’avvenuto pagamento prevede l’esclusione del concorrente dalla gara (legge 266/2005, art. 1, comma 67).

Presentazione dell’offerta.
Se desideri partecipare a una gara di appalto devi rispettare i criteri per la presentazione dell’offerta, come indicato dal bando di gara e dal disciplinare.
Nel caso di contrasti fra bando di gara e disciplinare, è consigliabile sottoporre un quesito scritto al responsabile del procedimento, entro i tempi e modalità indicate nel disciplinare. Giusto per fare alcuni esempi:
– ci sono stati casi oggetto di controversie in merito alla sigillatura delle buste dove l’ente appaltante chiedeva la chiusura delle buste con ceralacca mentre il concorrente procedeva con la sigillatura usando nastri adesivi;
– altri casi riguardano le consegne delle offerte, l’ente appaltante chiedeva la consegna delle offerte entro le ore 12,00 del giorno XX e il concorrente, per aver consegnato l’offerta a mano con pochi minuti di ritardo fu escluso.

La prassi vuole che la domanda di partecipazione e dichiarazioni sostitutive siano sottoscritte dal legale rappresentante del concorrente, con allegata la copia fotostatica di un documento di identità in corso di  validità.
La domanda può essere sottoscritta anche da un procuratore del legale rappresentante avente i poteri necessari per impegnare il concorrente nella procedura: in tal caso va allegata copia fotostatica di un documento di identità del procuratore e copia conforme all’originale della procura.

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nota della redazione:
tutti i testi dei provvedimenti pubblicati non sono ufficiali. Per gli atti normativi, l’unico testo facente fede è quello pubblicato a mezzo stampa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Per tutti gli altri provvedimenti, fanno fede i testi pubblicati sui siti istituzionali dei vari enti e agenzie governative.

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