ATI e RTI

Redazionale

Se stai cercando informazioni sulle associazioni temporanee d’impresa, dedica 10 minuti per leggere questa pagina. Giusto per non fare confusione, le “associazioni temporanee di impresa” (A.T.I.) e il “raggruppamento temporaneo di impresa” (R.T.I.) sono le stessa cosa. Tizio dice A.T.I. e Caio dice R.T.I. ma entrambi si riferiscono all’istituto che disciplina una forma associativa temporanea mediante la quale, le imprese che singolarmente non possiedono a sufficienza i requisiti richiesti dalla stazione appaltante, si associano ed in questo modo, formano un soggetto idoneo per poter concorrere alla gara di appalto. Questi raggruppamenti temporanei sono disciplinati dal decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016 (codice degli appalti).

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fonte:
Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, art. 3;
Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, art. 45;
Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, art. 48;


sito di ricerca:

www.normattiva.it

www.anticorruzione.it

 

argomenti correlati:
associazione temporanea di imprese

raggruppamento temporaneo di imprese

A.T.I. di tipo orizzontale

A.T.I. – Agenzia delle entrate R.M. 9/782/1983 

A.T.I. – aspetti fiscali

come fare una associazione temporanea di impresa

fac simile di un atto costitutivo per una A.T.I.

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Aspetti pratici.
Le microimprese che singolarmente avrebbero scarse possibilità di concorrere a tutte le gare di appalto, unendosi moltiplicano le forze rendendo fattibile la partecipazione in questa o quell’altra gara, come da loro interesse; nello stesso tempo, le stazioni appaltanti possono fare affidamento su un numero maggiore di concorrenti. Un altro aspetto positivo, i vari operatori economici associati possono offrire un maggior numero di persone qualificate, utili per risolvere eventuali imprevisti in corso d’opera.
Il particolare interessante di queste associazioni è che i vari requisiti individuali si cumulano fra loro e si partecipa alla gara con una sola offerta e nel caso di aggiudicazione, l’oggetto dell’appalto è portato a termine da tutti gli associati.

Aspetti organizzativi dell’associazione.
L’associazione si costituisce con uno statuto nel quale, si distingue l’impresa “capo gruppo” da tutte le altre; queste ultime conferiscono un mandato collettivo speciale con rappresentanza tramite il quale, il “capo gruppo” è unico interlocutore con la stazione appaltante.
Si distinguono due soggetti:
1) i mandanti:
sono le imprese associate che conferiscono il mandato al “capo gruppo”;

2) il mandatario:
è il “capo gruppo” che riceve il mandato con rappresentanza dagli associati.

Questo mandato è irrevocabile, a titolo gratuito ed è allegato come parte integrante all’atto costitutivo dell’associazione temporanea. Il mandato in questione non dà luogo ad una comune organizzazione d’impresa e non può essere assimilato ad un incarico di amministratore unico, nel senso che ogni associato mantiene la propria struttura, autonoma e ben distinta dalle altre. Tuttavia, al capo gruppo si riconosce un ruolo di maggior peso per capacità tecniche, competenze manageriali, finanziarie e nella generalità dei casi, gli viene affidato il ruolo di coordinatore dei lavori. L’atto costitutivo del raggruppamento e relativo mandato con rappresentanza si perfezionano con atto pubblico o con scrittura privata autenticata.


Modalità di partecipazione alle gare di appalto.
Risolto il problema dell’organizzazione interna fra i vari associati, esistono due modi per la partecipazione ad una gara di appalto:

1) associazione già costituita.
In questo caso, il problema “costi” non si pone per il motivo che l’atto costitutivo è già stato regolarizzato; il mandato è già operante a favore del capo gruppo il quale, sottoscrive l’offerta con la formula rituale “in nome e per conto proprio e delle mandanti”.

2) associazione da costituire.
In questo caso, esiste già un gruppo di operatori economici che si sono accordati per gestire insieme l’appalto ma, nella sostanza, non hanno ancora regolarizzato l’atto costitutivo con atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Dunque, il mandato al capo gruppo non è ancora operativo e l’offerta deve essere sottoscritta da tutte le imprese associate. Ci deve essere l’impegno che nel caso di aggiudicazione si provvederà a formalizzare l’associazione.


Raggruppamento orizzontale, verticale e misto.
In fase di presentazione dell’offerta, l’associazione deve indicare le quote di partecipazione di ciascun associato. Già nell’atto costitutivo si devono specificare le quote di qualificazione e di partecipazione ed altri particolari, come ad esempio: le quote di esecuzione delle varie prestazioni, funzioni e qualifiche del capo gruppo. Si possono distinguere tre tipi di raggruppamenti:

1) Raggruppamento orizzontale.
Gli associati operano nella stessa categoria di qualificazione. In corso d’opera eseguono tutti insieme la medesima prestazione. La responsabilità è solidale sia nei confronti della stazione appaltante che dei sub-appaltatori e fornitori.

2) Raggruppamento verticale.
Gli associati hanno differenti qualificazioni. In genere, il capo gruppo esegue la prestazione principale mentre gli altri associati eseguono il resto. Per quanto riguarda l’esecuzione di opere complesse, il capo gruppo realizza i lavori della categoria prevalente e gli altri, portano a termine le parti secondarie delle varie categorie scorporabili. Ogni associato risponde della propria attività. La responsabilità è limitata alla singola prestazione di ciascun associato mentre il capo gruppo ha una responsabilità solidale per l’intero appalto.

3) Raggruppamento misto.
L’organizzazione è complessa per il motivo che alla base dell’associazione esiste un raggruppamento verticale; a sua volta, ogni categoria di qualificazione è formata da sub-associazioni di tipo orizzontale. Di fatto, i costi amministrativi sono molto onerosi ed occorre avere un disciplinare interno per evitare sovrapposizioni in grado di generare conflitti fra gli associati.

Capacità economico-finanziaria.
Tutte le imprese associate possono cumulare i rispettivi importi di fatturato allo scopo di ottenere il requisito di capacità economico-finanziario richiesto dalla stazione appaltante. Le norme del decreto legislativo 50/2016 consentono di cumulare gli importi di fatturato di ciascun associato e questo consente di avere maggiori possibilità di essere ammessi come concorrenti partecipanti alle gare di appalto. La stazione appaltante ha una discreta autonomia e può stabilire che i singoli associati debbano comunque avere determinati requisiti minimi. In particolare, le verifiche dell’ente pubblico committente si concentrano sui requisiti dei soggetti associati come ad esempio, al mandatario (società capo gruppo) si chiede di possedere i requisiti tecnici e capacità economico-finanziara con una posizione di maggioranza rispetto a tutti gli altri soggetti del raggruppamento e motivi di esclusione. I dettagli operativi che bisogna controllare sono scritti nel bando di gara e sono meglio specificati nel disciplinare, quindi, per questo motivo, prima di consegnare la propria offerta bisogna fare una verifica in merito ai propri requisiti.

L’Agenzia nazionale anticorruzione (ANAC) è intervenuta su questo argomento in diverse occasioni ed  in particolare, con un parere “Precontenzioso n. 31 del 13/2/2014” che puoi scaricare direttamente dal sito ANAC, clicca su questo link

ANAC
Precontenzioso n. 31 del 13/2/2014

“Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’ing. Sergio Amenta – “Verifiche tecniche per la compilazione delle schede sismiche relative agli edifici strategici e rilevanti” – importo a base di gara euro 63.500,00 – S.A.: Comune di Massa e Cozzile. Gara per l’affidamento della schedatura sismica di edifici pubblici – artt. 90 e ss. del Codice e artt. 252 e ss. del D.P.R. n. 207 del 2010 – inapplicabilità. art. 41 del Codice – obbligo di motivazione in ordine ai limiti di accesso connessi al fatturato. art. 125, comma 11, del Codice – procedura negoziata previa pubblicazione di avviso – difformità tra i requisiti di qualificazione richiesti nell’avviso ed i requisiti di qualificazione richiesti nella lettera d’invito – illegittimità.”


Limiti di partecipazione.
Non è raro che un’impresa associata in una A.T.I. che concorre per l’aggiudicazione di una gara di appalto si chieda se è possibile presentare una propria ed autonoma offerta nella stessa gara:  NO, è la risposta.  Sulla questione bisogna leggere il comma 7 dell’art. 48 del D.lgs. 50/2016 che ti riporto qui sotto:

Decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016

Art. 48
(Raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari di operatori economici)

“7. E’ fatto divieto ai concorrenti di partecipare alla gara in più di un raggruppamento temporaneo o consorzio ordinario di concorrenti, ovvero di partecipare alla gara anche in  forma  individuale qualora abbia partecipato alla gara medesima in raggruppamento o consorzio ordinario di concorrenti.
I consorzi di cui all’articolo 45, comma 2, lettere b) e c), sono tenuti ad indicare, in sede di offerta, per quali consorziati il consorzio concorre; a questi  ultimi è fatto divieto di partecipare, in qualsiasi altra forma, alla medesima gara; in caso di violazione sono esclusi dalla gara sia il consorzio sia il consorziato; in caso di  inosservanza di tale divieto si applica l’articolo 353 del codice penale.”

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Nota della redazione:
tutti i testi dei provvedimenti pubblicati non sono ufficiali. Per gli atti normativi, l’unico testo facente fede è quello pubblicato a mezzo stampa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

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