associazioni e raggruppamenti di imprese

Redazionale

Le associazioni temporanee di impresa (A.T.I.) sono conosciute anche con il termine di raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I.) ma sono la medesima realtà, dire A.T.I. oppure R.T.I. non cambia la sostanza. Le aggregazioni temporanee sono regolamentate dal decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016 (codice degli appalti).

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fonte:
Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, art. 3;
Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, art. 45;
Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, art. 48;

sito di ricerca:
www.normattiva.it

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A.T.I. di tipo orizzontale

A.T.I. – Agenzia delle entrate R.M. 9/782/1983

A.T.I. – aspetti fiscali

come fare una associazione temporanea di impresa

fac simile di un atto costitutivo per una A.T.I.

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Breve storia.
Le associazioni temporanee di impresa dette anche raggruppamenti temporanei di impresa vennero introdotte in Italia con la legge n. 584 dell’8 agosto 1977. In realtà fu una lunga gestazione infatti, questa legge recepiva una precedente direttiva comunitaria del 1971, la n. 304 e 305. Le disposizioni del 1977 furono modificate dal decreto legislativo 406/1991 e poi dalla legge 109/1994 e come se non bastasse, i provvedimenti di cui sopra furono abrogati dal decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 e quest’ultimo, a sua volta, è stato abrogato dal decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016.  In questo periodo, le associazioni temporanee di impresa o raggruppamenti temporanei di impresa sono regolamentate dagli articoli 3, 45 e 48 del decreto legislativo n. 50 18 aprile 2016 (codice degli appalti).

La capo gruppo.
In tutte le associazioni temporanee di impresa (A.T.I.) dette anche raggruppamenti temporanei di impresa, A.T.I. da ora in avanti per comodità di esposizione,  esiste una particolare organizzazione fra imprese che si caratterizza dalla presenza di una impresa “capo gruppo” alla quale, i vari soggetti partecipanti gli conferiscono un mandato collettivo con rappresentanza a titolo gratuito con lo scopo di rappresentarle in tutte le fasi di partecipazione alla gara di appalto e nella successiva fase di aggiudicazione.

A.T.I. orizzontale, verticale, mista.
Le A.T.I. possono essere di tre tipi in funzione dei soggetti partecipanti e lavori da eseguire in oggetto alla gara di appalto.

1) A.T.I. orizzontale.
Questa associazione si crea fra soggetti che operano nello stesso settore o settori omogenei per lavori non scorporabili. La prassi vuole che la società capo gruppo abbia la qualificazione prevalente, categoria e classifica con attestazione S.O.A., ed abbia la capacità finanziaria e tecnica non inferiore al 50% dell’intero valore dei lavori indicati nel capitolato, oggetto della gara di appalto. Tutti i soggetti economici della A.T.I. hanno una responsabilità solidale nel caso di contestazioni da parte del committente.

2) A.T.I. verticale.
A differenza della A.T.I. orizzontale, questo tipo di associazione temporanea si crea nel caso in cui i lavori da eseguirsi siano scorporabili. Per prassi, anche in questo caso, la società capo gruppo ha la qualifica con attestazione S.O.A. in merito alla categoria prevalente e possiede la capacità  di realizzare detti lavori. Agli altri soggetti della A.T.I. sono riservati i lavori scorporabili, diversi dalla categoria prevalente. In questo tipo associativo ogni soggetto e direttamente responsabile per i lavori eseguiti mentre la capo gruppo ha la responsabilità per l’esecuzione dell’intera opera oggetto del contratto di appalto.

3) A.T.I mista.
Causa la sua complessità organizzativa e costi di gestione, questa associazione di imprese è rara da incontrare per il motivo che si forma nelle occasioni di grandi opere. L’A.T.I. mista si forma quando i lavori, per la loro particolare complessità di esecuzione, sono in parte scorporabili ed in parte non scorporabili ma in ogni caso, esiste sempre una impresa capo gruppo alla quale viene conferito un mandato collettivo irrevocabile, gratuito, con rappresentanza. Esistono soggetti che possiedono requisiti omogenei i quali, eseguiranno le opere non scorporabili con il criterio di una A.T.I. orizzontale, altri soggetti specializzati in categorie non omogenee che eseguiranno i lavori scorporabili così come si conviene per una A.T.I. verticale.

Atto costitutivo.
1) immodificabilità dei soggetti:
bisogna tener presente che nel caso di assegnazione, le stazioni appaltanti per prassi consolidata escludono la possibilità di modificare la composizione dei soggetti economici che risultano essere nello statuto originario. In ogni modo, nel bandi o nel disciplinare di gara ci possono essere delle deroghe a questo principio base. In casi particolari dove un soggetto economico non sia più in grado di terminare un lavoro di sua competenza, deve intervenire la società capo gruppo con due possibilità: sostituire direttamente il soggetto oppure, in alternativa, ripartire il lavoro con altri soggetti appartenenti alla associazione.

2) oggetto:
l’oggetto di una A.T.I. è quello di partecipare ad una gara di appalto e stipulare il contratto nel caso di assegnazione e, conseguentemente, eseguire i lavori.

3) la durata:
dalla data di sottoscrizione dell’atto costitutivo fino alla accettazione dei lavori compiuti, compreso i tempi per la chiusura delle partite contabili. Tuttavia, per volontà espressa dei partecipanti della A.T.I. la durata può essere in funzione di un tempo prolungato ed in questo modo, chiuso un cantiere avere la possibilità di gareggiare per un altro appalto con la stessa associazione. In alcuni casi l’associazione temporanea si modifica in un consorzio stabile di imprese.

Autonomia dei soggetti partecipanti.
l’art. 48, comma 16, del D.lgs. 50/2016 recita: “Il rapporto di mandato non determina di per sé organizzazione o associazione degli operatori economici riuniti, ognuno dei quali conserva la propria autonomia ai fini della gestione, degli adempimenti fiscali e degli oneri sociali.”

 

La norma di cui sopra riprende alcuni pronunciamenti amministrativi ed in particolare, una sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, la n. 246 del 16 aprile 1987 che ti riporto per estratto: “L’associazione temporanea di imprese non costituisce una particolare figura giuridica a sé stante, né porta alla costituzione di un nuovo soggetto bensì si basa sul conferimento di un mandato collettivo speciale ad una impresa capo gruppo, da parte delle altre, valevole specificatamente per l’opera da compiere, nonché rappresentanza di fronte alla stazione appaltante.”

 

Concorrenza e garanzie.
Dunque, l’associazione temporanea di imprese (A.T.I.) o raggruppamento temporaneo di imprese (R.T.I.) a dir si voglia, è una realtà degli anni ’70 che, pur vari rimaneggiamenti, è presente ed operante tramite il Decreto legislativo 50/2016. Di fatto, in 40 anni di esistenza, queste aggregazioni sono una realtà importante nel settore contrattualistico della pubblica amministrazione, per il motivo che apre le porte a tutte quelle piccole e medie imprese che singolarmente non possiedono i requisiti per presentare una offerta ma nel loro insieme il discorso cambia e molto spesso, le aggregazioni superano di gran lunga i requisiti base richiesti per poter concorrere alla gara di appalto. I legislatori hanno valorizzato questo istituto anche per il motivo che permette una maggiore concorrenza quindi un libero mercato in merito alle grandi opere.
Altro aspetto positivo, queste aggregazioni offrono agli enti appaltanti maggiori garanzie in merito all’esecuzione dei lavori.

Occasionalità.
Queste aggregazioni previste dal codice degli appalti (il D.lgs. 50/2016, art. 48) sono una realtà economica molto importante che rientra nell’istituto giuridico generale della contrattualistica pubblica con una formula anomala per il motivo che, si tratta di aggregazioni tra soggetti economici ed ognuno di essi conserva la propria autonomia, la caratteristica è quella della occasionalità o con altro termine appropriato “temporaneità”, con lo scopo di partecipare ad una gara di appalto e nel caso di aggiudicazione, portare a termine il contratto tutti insieme ed in questa particolare forma di cooperazione, conseguire un utile di impresa in grado di soddisfare tutti i partecipanti.

Organizzazione del lavoro.
Un problema delle associazioni temporanee è l’organizzazione del lavoro infatti, ogni soggetto economico, essendo autonomo, ha una propria struttura e tecnici che a volte entrano in conflitto fra loro. In questi casi è la impresa capo gruppo che deve intervenire con autorevolezza e far ragionare i contendenti, per il bene comune. In questo regime aggregativo si pone anche il problema della responsabilità verso la stazione appaltante ed i lavoratori in tema di sicurezza, obblighi retributivi e contributivi della singola impresa inadempiente ad esempio, su dieci soggetti uno solo è inadempiente cosa succede? Anche in questo caso la stazione appaltante può sospendere i pagamenti in mancanza di soluzione positiva del caso, per intervento del capo gruppo. Dunque, la capo gruppo ha un ruolo importante e deve essere in grado di risolvere ogni eventuale imprevisto. In ogni caso, tutti i soggetti che partecipano ad una associazione temporanea devono essere in possesso dei requisiti generali, essere in regola con i versamenti contributivi così come risulta dal documento unico di regolarità contributiva (D.U.R.C.) e fiscali.

Le responsabilità.
La questione della responsabilità sorge nel caso di eventuali contestazioni da parte dell’ente appaltante.
Nel momento in cui i soggetti economici aggregati fra loro consegnano l’offerta all’ente appaltante, in merito ad una gara di appalto o concessione, questo determina una responsabilità solidale, non solo nei confronti della pubblica amministrazione ma anche nei confronti dei vari fornitori ed eventuali subappaltanti, questi ultimi se autorizzati o previsti ad operare, intervenuti dopo l’aggiudicazione e con diretto riferimento all’esecuzione dei lavori oggetto del contratto. Nel caso di lavori che nel loro complesso sono scorporabili ed affidati ai singoli soggetti dell’associazione, la responsabilità è limitata alla rispettiva competenza ma rimane, in ogni caso, la responsabilità solidale della capo gruppo. Si possono distinguere due tipologie di responsabilità:
interne all’organizzazione che devono essere specificate e regolamentate dallo statuto o atto costitutivo e responsabilità;
esterne nei confronti della stazione appaltante.

Sotto questi due profili non è azzardato affermare che le aggregazioni A.T.I. sono accordi negoziali basati su di un mandato collettivo irrevocabile conferito ad una impresa capo gruppo la quale, dovrà agire in nome e per conto e nell’interesse di tutti i partecipanti ma di per sé, non si crea un nuovo soggetto giuridico autonomo, con un proprio patrimonio od organizzazione autonoma dei fattori produttivi. Infatti, ogni soggetto dell’associazione è autonomo nei confronti di banche, sicurezza dei lavoratori, trattamenti economici del personale, rapporti con l’agenzia delle entrate ed enti previdenziali, e tutto questo senza rapporti solidali con altre imprese del gruppo. Come già accennato, la responsabilità sorge con l’ente appaltante nel caso di contestazioni in merito all’esecuzione dell’opera oppure, con fornitori i cui rapporti siano collegati al contratto di appalto e quest’ultimo aspetto solidale è sulla base del comune accordo associativo che nella sostanza, è la stessa volontà di aggregazione che determina la responsabilità di cui sopra.

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