Associazione temporanea di impresa rapporti interni

Forme associative per lo sviluppo del lavoro

A cura della redazione

L’associazione temporanea di impresa (A.T.I.) è una forma associativa molto duttile che si presta per lo sviluppo del lavoro. Le norme cui fare riferimento, in particolare, sono gli artt. 3, 45, 48 del decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016 (codice dei contratti pubblici).

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fonte:
Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, art. 3, 45, 48;

sito di ricerca:
www.normattiva.it

www.anticorruzione.it

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A.T.I. – aspetti fiscali

come fare una associazione temporanea di impresa

fac simile di un atto costitutivo per una A.T.I.

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Richiami generali.
A.T.I. è l’acronimo di Associazione Temporanea di Impresa; R.T.I. è l’acronimo di Raggruppamento Temporaneo di Impresa: sono la stessa cosa, cambia il modo del termine. L’organizzazione interna della A.T.I. prevede la presenza di un’impresa “capogruppo” la quale, svolge la funzione di mandataria. Infatti, le imprese dell’associazione conferiscono alla capogruppo un mandato collettivo con rappresentanza a titolo gratuito. Tramite questo mandato, la capogruppo parteciperà in tutte le fasi della gara di appalto e nel caso di aggiudicazione, curerà i rapporti con la stazione appaltante.
Le A.T.I. possono essere di tre tipi:

a). orizzontale, è caratterizzata dal fatto che i soggetti operano nello stesso settore o settori omogenei per lavori non scorporabili.
b). verticale, questo tipo di associazione si crea nel caso in cui i lavori da eseguirsi siano scorporabili e le competenze siano differenti.
c). mista, L’A.T.I. si forma quando i lavori, causa la complessità di esecuzione, sono in parte scorporabili ed in parte non scorporabili.

 

Autonomia dei soggetti partecipanti.
l’art. 48, comma 16, del D.lgs. 50/2016 recita:
“Il rapporto di mandato non determina di per sé organizzazione o associazione degli operatori economici riuniti, ognuno dei quali conserva la propria autonomia ai fini della gestione, degli adempimenti fiscali e degli oneri sociali.”

La norma di cui sopra riprende alcuni pronunciamenti amministrativi ed in particolare, una sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, la n. 246 del 16 aprile 1987 che ti riporto per estratto: “L’associazione temporanea di imprese non costituisce una particolare figura giuridica a sé stante, né porta alla costituzione di un nuovo soggetto bensì si basa sul conferimento di un mandato collettivo speciale ad una impresa capo gruppo, da parte delle altre, valevole specificatamente per l’opera da compiere, nonché rappresentanza di fronte alla stazione appaltante.”

 

Concorrenza e garanzie.
Si può affermare che l’associazione temporanea d’imprese è una realtà degli anni ’70 che è presente e operante tramite il Decreto legislativo 50/2016. Di fatto, è una realtà importante che offre grandi opportunità per le piccole e medie imprese, perché nel loro insieme sono in grado di competere con le imprese di grandi dimensioni. Altro aspetto positivo, le A.T.I. offrono agli enti appaltanti maggiori garanzie in merito all’esecuzione dei lavori.

Occasionalità.
Le A.T.I., previste dal codice dei contratti pubblici (art. 48 D.lgs. 50/2016), sono una realtà economica che rientra nell’istituto giuridico generale della contrattualistica pubblica con una formula anomala, perché sono aggregazioni tra soggetti economici dove ognuno conserva la propria autonomia. La caratteristica è l’occasionalità o “temporaneità”, con lo scopo di partecipare ad una gara di appalto e nel caso di aggiudicazione, portare a termine il contratto tutti insieme ed in questa particolare forma di cooperazione, conseguire un utile di impresa in grado di soddisfare tutti i partecipanti.

Organizzazione del lavoro.
Un problema delle associazioni temporanee è l’organizzazione del lavoro infatti, ogni soggetto economico, essendo autonomo, ha una propria struttura e tecnici che a volte entrano in conflitto fra loro. In questi casi è la impresa capo gruppo che deve intervenire con autorevolezza e far ragionare i contendenti, per il bene comune. In questo regime aggregativo si pone anche il problema della responsabilità verso la stazione appaltante ed i lavoratori in tema di sicurezza, obblighi retributivi e contributivi della singola impresa inadempiente ad esempio, su dieci soggetti uno solo è inadempiente cosa succede? Anche in questo caso la stazione appaltante può sospendere i pagamenti in mancanza di soluzione positiva del caso, per intervento del capo gruppo. Dunque, la capo gruppo ha un ruolo importante e deve essere in grado di risolvere ogni eventuale imprevisto. In ogni caso, tutti i soggetti che partecipano ad una associazione temporanea devono essere in possesso dei requisiti generali, essere in regola con i versamenti contributivi così come risulta dal documento unico di regolarità contributiva (D.U.R.C.) e fiscali.

I rapporti interni nelle A.T.I. di tipo verticale.
Nelle A.T.I. di tipo verticale, le imprese dell’associazione hanno differenti specializzazioni in diversi settori. Questa diversità di competenze tecniche si fondono attraverso la cooperazione. In altre parole, quando i lavori richiedono l’intervento specializzato in diversi settori, ogni impresa porta a termine la propria attività attraverso l’organizzazione di sua competenza. In questi casi, l’impresa mandataria svolge una funzione di coordinamento e di controllo gestione, affinché siano rispettati i termini contrattuali. In genere, la mandataria s’impegna, con l’ente appaltante, nell’eseguire i lavori prevalenti.

Altri aspetti generali.
Diversi possono essere gli aspetti che distinguono le associazioni temporanee di impresa. Su questo argomento abbiamo dedicato una pagina nella quale, sono evidenziati i provvedimenti legislativi del 1977:

associazioni e raggruppamenti di imprese
Forme associative per lo sviluppo del lavoro

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Nota della redazione:
tutti i testi dei provvedimenti pubblicati non sono ufficiali. Per gli atti normativi, l’unico testo facente fede è quello pubblicato a mezzo stampa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o pubblicati dalle stazioni appaltanti.

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