Appalti e rating di impresa

Rating d’impresa come strumento di valutazione

 

Redazionale

Il rating di impresa è un sistema che si basa su delle valutazioni di “penalità e premialità”, gestito dell’Agenzia nazionale anticorruzione. Nella sostanza, si tratta di una banca dati nella quale, confluiscono varie informazioni sui soggetti economici che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione. Le notizie di questa banca dati, gestita dall’ANAC, potranno essere usate per esprimere una valutazione sulla qualificazione dell’impresa e non per attribuire punteggi utili per stabilire quale sia l’offerta economicamente più vantaggiosa in una gara di appalto. La norma cui fare riferimento è l’art. 83, comma 10, del D.lgs. 50/2016. Queste norme si applicano anche per le imprese che prestano l’attività in sub appalto.

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Fonte:
– decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016.

Sito di ricerca:
– www.normattiva.it

– www.anticorruzione.it 

Argomenti correlati:
– appalti e rating di legalità

– requisiti generali

– requisiti tecnici e professionali

sistemi di rating per gli appalti

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Rating d’impresa e gestione della banca dati.
L’Autorità nazionale anti corruzione (ANAC), in collaborazione con l’Autorità Garante del mercato e della concorrenza, amministra un sistema per la raccolta delle notizie sulle imprese che intendono qualificarsi con la Pubblica amministrazione, infatti, questa banca dati è consultabile dagli enti pubblici nella fase di selezione per una gara di appalto o concessione. Per ciascun soggetto inserito nella banca dati, le informazioni sono analizzate allo scopo di poter formulare una valutazione detta “rating di impresa”. La norma cui fare riferimento è l’art. 83, comma 10, del D.lgs. 50/2016:

Decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016
Codice di contratti pubblici

Vigente al 14 ottobre 2019

Art. 83
Criteri di selezione e soccorso istruttorio.

10. E’ istituito presso l’ANAC, che ne cura la gestione, il sistema del rating di impresa e delle relative premialità,  per  il  quale l’Autorità rilascia   apposita   certificazione agli operatori economici, su richiesta.
Il suddetto sistema è connesso a  requisiti reputazionali valutati sulla base di   indici qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili,  nonché sulla base di accertamenti definitivi che esprimono l’affidabilità dell’impresa.
L’ANAC definisce i requisiti reputazionali e i criteri di valutazione degli stessi, nonché le modalità di rilascio della relativa certificazione, mediante linee guida adottate entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
Le linee guida di cui al precedente periodo istituiscono altresì un sistema amministrativo, regolato sotto la direzione dell’ANAC, di penalità e premialità per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte  delle imprese titolari di appalti pubblici, comprese le imprese subappaltatrici  e  le  imprese fornitrici di materiali, opere e servizi, prevedendo altresì uno specifico  regime sanzionatorio nei casi di omessa o tardiva denuncia.
I requisiti reputazionali alla base del rating di impresa di cui al presente comma tengono conto, in particolare,  dei precedenti comportamenti dell’impresa,  con  riferimento  al  mancato  utilizzo  del  soccorso istruttorio,  all’applicazione  delle  disposizioni  sulla denuncia obbligatoria di richieste estorsive e corruttive, nonché al rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei contratti e dell’incidenza e degli esiti del contenzioso sia  in  sede  di  partecipazione alle procedure di gara sia in fase di esecuzione  del  contratto.
Per il calcolo del rating di impresa si tiene conto del comportamento degli operatori economici tenuto nelle  procedure  di  affidamento avviate dopo  l’entrata  in  vigore  della  presente   disposizione.
L’ANAC attribuisce elementi premiali agli operatori economici per comportamenti  anteriori  all’entrata  in   vigore   della   presente disposizione conformi a quanto previsto per il rilascio del rating di impresa.

Obbligo della certificazione.
Il codice dei contratti pubblici (il D.lgs. 50/2016) non prevede l’obbligo della certificazione. Tuttavia, il rating d’impresa è un elemento premiale. Vale a dire, che la certificazione sarà rilasciata dall’ANAC a richiesta del diretto interessato il quale, a sua scelta, potrà allegare, come referenza, nei documenti previsti dal bando di gara. Inoltre, la certificazione sul rating d’impresa può essere uno strumento di marketing, perché può essere esibito, come referenza autorevole, in ambito di appalti privati.

Collaborazione fra Autorità.
Il codice dei contratti pubblici prevede che vi sia collaborazione fra Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. La norma cui fare riferimento è l’art. 213, comma 7, del codice dei contratti pubblici:

Decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016
Codice di contratti pubblici

Vigente al 14 ottobre 2019

Art. 213
Autorità Nazionale Anticorruzione.

7. L’Autorità collabora con l’Autorità Garante della Concorrenza e  del  Mercato per la rilevazione di comportamenti aziendali meritevoli di valutazione al fine dell’attribuzione del “Rating di legalità” delle imprese di cui all’articolo 5-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il rating di legalità concorre anche alla determinazione del rating di impresa di cui  all’articolo  83, comma 10;

Sistemi di rating per gli appalti.
Il riferimento è ai sistemi di valutazione delle imprese che sono gestiti tramite banche dati mantenute dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) e, con una gestione autonoma e altrettanto importante, dall’Autorità Garante della Concorrenza e  del  Mercato. Sull’argomento abbiamo dedicato una pagina:

sistemi di rating per gli appalti

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Nota della redazione:
tutti i testi dei provvedimenti pubblicati non sono ufficiali. Per gli atti normativi, l’unico testo facente fede è quello pubblicato a mezzo stampa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

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